Scuole mai ricostruite, genitori indignati

4 Ottobre 2021

Sono 4mila gli studenti in sedi provvisorie: «Anche Mattarella dichiarò che sul tema è in gioco la credibilità dello Stato»

L’AQUILA. Non si placano le polemiche sulla mancata ricostruzione delle scuole aquilane. Dopo la denuncia del preside Antonio Lattanzi all’indomani della visita del premier Mario Draghi, il botta e risposta tra il consigliere comunale del Pd, Stefano Palumbo e il vicepresidente della Provincia, Vincenzo Calvisi, il duro attacco del Comitato scuole sicure, a intervenire sono genitori e alunni della città, che si dicono «indignati» dalla situazione. «Alcuni ragazzi quest’anno si diplomeranno senza aver mai frequentato una scuola in muratura e completeranno il proprio percorso scolastico nei Musp», denunciano dopo il servizio sul Centro di ieri, «lo stesso presidente Mattarella dichiarò qualche mese fa che sulla ricostruzione delle scuole dell’Aquila è in gioco la credibilità dello Stato, non solo in Italia, ma nel mondo. Eppure, nonostante le promesse i ragazzi sono ancora in moduli provvisori, costruiti nel 2009 per durare 5 anni».
I NUMERI
Ancora 4mila studenti, a 12 anni dal terremoto, sono nei musp; nessuno dei 36 moduli provvisori realizzati nel 2009 è stato dismesso, nonostante siano stati stanziati 43 milioni, fondi utilizzati solo in minima parte.
NESSUN SITO INDIVIDUATO
«L’assurdità è che questi soldi non possono essere usati perché ancora non si decide dove ricostruire», dicono i genitori, «anche il governo e lo stesso Mattarella non possono nulla se le amministrazioni locali non decidono dove far nascere le nuove scuole. È grande l’amarezza nel vedere istituti nuovi di zecca in realtà molto vicine e solo marginalmente colpite dal terremoto, come Avezzano, mentre all’Aquila tutto è fermo al 2009 o quasi. In questo quadro, poco senso hanno anche i milioni spesi per la manutenzione».
LA MANUTENZIONE
Proprio nei giorni scorsi, infatti, il vicepresidente della Provincia con delega all’Edilizia scolastica, Vincenzo Calvisi, ha ricordato come «sulla sede dell’istituto D’Aosta sono stati effettuati lavori di manutenzione per oltre 1,5 milioni di euro, con ulteriori stanziamenti pari a oltre 2 milioni per interventi manutentivi, oltre ad aver stanziato nel corrente bilancio 2021 risorse pari a 107 mila euro per il ricalcolo di vulnerabilità. Come pure sono in corso gli appalti di progettazione per la ricostruzione delle nuove sedi Ipsiasar Da Vinci ed ex Itas, mentre sulla sede del Bafile sono stati conclusi tutti gli interventi anticendio e adeguamento degli spazi interni».
IL CASO COTUGNO
La questione maggiormente emblematica resta quella del Cotugno: la Provincia ha proposto un intervento di costruzione di una nuova sede, approvato dal Cipe che ha stanziato 13 milioni e 100mila euro. Non è stata ancora individuata, però, l’area dove realizzare il nuovo edificio. Intanto, sono in dirittura d’arrivo i lavori sulla vecchia sede della scuola, a Pettino, che dovrebbe tornare fruibile entro Natale e per la quale sono stati spesi oltre 6 milioni. Non è migliore la situazione delle scuole comunali, in gran parte ospitate nei moduli provvisori. «Insomma, anziché costruire le nuove scuole, si pensa a rattoppare le vecchie, senza per altro fare interventi di miglioramento sismico, se non in rarissimi casi, ma di manutenzione», concludono i genitori.
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