Scuole per 200 bambini 4 giorni all’emergenza

Martedì scade il contratto dei Musp e i genitori aspettano risposte dal Comune Angelucci: «Lavoriamo a una soluzione». Incerta una nuova proroga
SULMONA. Quattro giorni alla scadenza del contratto di affitto dei Musp all’ex caserma Battisti. E soluzioni per i più di 200 bambini che frequentano i moduli scolastici provvisori al momento non ce ne sono, o meglio non sono state ancora ufficializzate. Già perché le due soluzioni individuate come alternative, cioè l’ex convento di Santa Caterina e il centro celestiniano di viale Matteotti non hanno passato le necessarie verifiche di vulnerabilità sismica. Sono sul piede di guerra i genitori, che solo una decina di giorni fa si erano protagonisti di una protesta pacifica andando a riprendere i loro figli e facendogli saltare in blocco il rientro pomeridiano obbligatorio. In quel caso l’iniziativa era legata principalmente all’invito di far portare ai piccoli studenti solo panini e niente e frutta e verdura per una questione di comodità, non avendo la mensa attiva. Dopo le mense che non sono ancora partite, le palestre di quattro istituti scolastici chiusi e gli impianti sportivi in attesa delle necessarie autorizzazioni, arrivano i problemi ai Musp. Anche questi annunciati e ben prevedibili, dal momento che la scadenza del contratto al 23 ottobre è nota da mesi. Così come i genitori avevano fatto notare all’assessore Antonio Angelone durante la loro protesta pacifica. «Non si può continuare ad andare avanti così», hanno affermato Sonia Ernano, Marisa Ricci e Alessia Del Monte, «la scadenza dei Musp era ben nota e in Comune non sanno ancora cosa fare. A noi genitori non sono arrivate, a meno di una settimana dalla data, comunicazioni ufficiali e anche chiedendo alla scuola gli interrogativi non si riescono a sciogliere. In assenza di una scuola, da qui non ce ne andiamo». Prova a calmare le acque l’assessore ai Lavori pubblichi, Nicola Angelucci, che però non si bilancia più di tanto sulla questione proroga, che a questo punto resta l’unica da percorrere. «Stiamo lavorando per trovare una soluzione, afferma, «anche se non posso ancora dire quale sarà». I Musp, in uso da dicembre, sono 60 in tutto, divisi in 16 aule, e ospitano la scuola elementare Masciangioli con 11 classi per 196 alunni, gli asili Collodi (con due aule) e Montessori (con una classe), più un locale riservato agli uffici e altri alla mensa. Il costo è di 170mila euro per i primi nove mesi, con un contratto che non prevede la possibilità di riscatto per il Comune che sarà dunque costretto o a fare una nuova gara o a chiedere una seconda proroga, molto difficile da ottenere dal momento che Sulmona è l’unico comune fuori cratere a cui sono stati concessi i Musp per l’emergenza scolastica. Coi lavori delle scuole sicure che non partono, tra ricorsi e cavilli burocratici.
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