Scuole, ritorno sui banchi tra incertezze e disservizi

4 Settembre 2019

Capograssi e Collodi all’ex convento Sant’Antonio, ma si aspettano i permessi La proroga sull’utilizzo dei Musp scade due giorni prima dell’inizio delle lezioni

SULMONA. A dodici giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, restano più o meno quelli di giugno i problemi sugli istituti scolastici dove i lavori di ristrutturazione post sisma non sono partiti. Così per l’ex convento Sant’Antonio, che dovrebbe ospitare gli alunni della scuola media Capograssi e dell’asilo Collodi, si è in attesa degli ultimi permessi, mentre per le elementari Masciangioli si comincia dalla sostituzione della caldaia, in attesa dei lavori previsti da tre anni.
Per i Musp, invece, si resta sempre appesi alla richiesta di ultima proroga. In questo clima di incertezza, l’unica chiarezza riguarda i lavori partiti nella scuola media Capograssi, che dovrà essere trasferita nell’edificio di viale Mazzini, autorizzazioni permettendo. Perché dal Genio civile deve arrivare l’ok per la classe d’uso scolastica sulla struttura, dopo le dodici richieste d’integrazione notificate alla ditta, mentre dal Comune si resta in attesa del parere igienico sanitario. Tutti documenti che potrebbero compromettere il regolare inizio delle lezioni, nel caso in cui non dovessero arrivare per tempo e cioè entro il 16 settembre. Due giorni prima del suono della campanella, invece, dovrà arrivare l’ennesima proroga o affidamento per l’uso dei Musp dopo la gara dei giorni scorsi e la scadenza dell’utilizzo del prossimo 14 settembre. La scuola di viale Mazzini, invece, attende da tre anni l’avvio dei lavori di ristrutturazione post sisma. Nei giorni scorsi è arrivato il via libera per l’avvio degli interventi di sostituzione della centrale termica, mentre per i lavori veri e propri ci vorrà ancora qualche giorno, fermo restando i 230mila euro aggiuntivi da reperire, come aveva spiegato in consiglio comunale l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Mauro Tirimacco, rispondendo a un’interrogazione della minoranza. Ci sono voluti più di tre anni tra ricorsi e trattative per arrivare alla fine di una procedura che continua a tenere con il fiato sospeso la popolazione scolastica che si appresta a iniziare un altro anno scolastico nei Musp. E dopo annunci e lungaggini burocratiche si comincia finalmente con la sostituzione della caldaia, pena la perdita del finanziamento concesso al Comune, e poi inizieranno gli interventi di ristrutturazione sismica. Intanto, non torneranno in città nemmeno quest’anno gli studenti del De Nino-Morandi, l’istituto tecnico trasferito a Pratola nell’ottobre 2014, in seguito all’inchiesta aperta dalla Procura dell’Aquila sui lavori post sisma. La prefettura, nelle scorse settimane, ha chiesto spiegazioni sulla vicenda a Provincia e Comune.
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