Scuole senza mensa, esposto al Ministero
Ieri per protesta i genitori hanno riportato a casa i figli. Il botta e risposta con l’assessore Angelone
SULMONA. Ieri la “protesta del panino” e oggi l’esposto al ministero contro la partenza in ritardo del servizio mensa. Passano dalle parole ai fatti i genitori dei piccoli alunni della scuola elementare Masciangioli e dell’asilo Montessori, ospitati da dicembre nei Musp all’ex caserma Battisti.
Ieri le famiglie sono andate a riprendere i loro figli in segno di protesta contro il mancato avvio delle mense e contro la mancata collaborazione delle scuola, che non accorda il permesso di portare pasti caldi all’ora di pranzo. Sul piazzale dell’ex caserma è arrivato anche l’assessore alla Protezione civile Antonio Angelone per riprendere suo figlio. I genitori lo hanno “accerchiato”, incalzandolo sui ritardi accumulati. «Come si fa a rendersi conto a settembre che l’iter della mensa non era completo?», hanno chiesto i genitori in coro. «Qui si sta rasentando l’illecito: i nostri bambini stanno 40 ore a settimana a scuola senza mensa. Per questo siamo pronti a rivolgerci al ministero». L’assessore, da parte sua, ha ammesso i ritardi, chiamando in causa gli uffici comunali. «Noi non possiamo verificare l’iter che i dipendenti dovrebbero fare in automatico», ha provato a spiegare. «Non può essere nostra responsabilità se i settori non comunicano tra di loro. Venerdì, però, faremo il consiglio comunale per approvare una variazione di bilancio da 50mila euro per l’acquisto degli arredi per le mense».
Nel frattempo, i bambini dei Musp restano anche senza palestra e coi pranzi preparati a casa che vengono adagiati sul pavimento del corridoio. «In Polonia, dove io ho frequentato la scuola, le cose funzionavano», ha aggiunto Anna Kuta. «Qui ci chiedono addirittura di portare la carta igienica».
«Per chi lavora è impossibile», aggiunge Alessandra Terramani, «e chi non ha nemmeno l’aiuto dei nonni, come fa senza mensa?». La protesta ha coinvolto l’80% dei bambini. «Aspettiamo da anni che partano i lavori nella scuola», ricordano Sonia Ernano, Marisa Ricci e Alessia Del Monte, «e ora ci si mette anche la mensa che tarda a partire». La protesta è anche contro la scuola, per «la mancata disponibilità a venirci incontro e per il divieto sui cibi caldi», ha aggiunto Valentina Venti. «Il 23 ottobre scadrà la proroga per i Musp, noi da qui non ce ne andiamo», hanno avvertito i genitori. «Non accadrà», ha replicato Angelone. (f.p.)
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