Scuole sicure, il botta e risposta sui problemi delle sedi in città

9 Maggio 2022

Pezzopane: «Cambio di rotta improvviso sull’ex Rossi: un pasticcio». Biondi: «Falso, ecco le cose fatte» Di Benedetto: «Cinque anni fa il tema fu molto discusso, ma a parte due edifici gli altri sono nei Musp»

L’AQUILA. La campagna elettorale si accende sulle scuole. I nuovi piani di Provincia e Comune sulle sedi – dopo l’intesa sulla caserma dei vigili del fuoco all’ex Rossi – scatenano il dibattito. Ecco cosa ne pensano i 3 candidati a sindaco.
pezzopane all’attacco
La deputata Pd Stefania Pezzopane parla di «pasticcio». «“I ragazzi delle scuole comunali con indici di vulnerabilità non accertati saranno collocati a settembre in altri edifici, valutando situazioni architettoniche idonee con la ricognizione di spazi pubblici disponibili”. Lo prometteva il sindaco uscente, Pierluigi Biondi, in campagna elettorale, giugno 2017. Sono passati 5 anni: quei ragazzi sono ancora negli edifici di allora; il sindaco ha inaugurato due scuole, l’infanzia e primaria di Arischia e la primaria Ventre di Pettino, a conclusione di procedimenti avviati dalla passata amministrazione. Per il resto, è notte fonda. Manca un piano compiuto e, intanto, le superiori restano in edifici vecchi, soltanto adeguati a livello sismico, sebbene ci fosse la possibilità di ricostruirle nuove, sicure e moderne. Eppure, in questi anni mi sono battuta, in parlamento, per ottenere fondi e deroghe che consentissero ai sindaci poteri commissariali mai avuti prima. Non sono stati capaci. Ora, con un cambio di rotta improvviso si è deciso che il comando dei vigili del fuoco va all’ex Rossi, laddove era stato annunciato prima un campus, con nuovi edifici per la De Amicis e la Carducci e, poi, era stata localizzata, almeno a parole, la nuova sede del Cotugno. Scopriamo che si ricomincia daccapo. Con l’aggravante che è andato perso il finanziamento da 6,7 milioni per l’adeguamento sismico della sede a Pettino avendo deciso, Provincia e Comune a guida destra, di optare per una scuola ex novo, con un altro finanziamento da 13 milioni. Dunque, si è proceduto con fondi della Provincia all’adeguamento di Pettino che, si è detto, sarebbe stato destinato a ospitare uffici dell’ente appena pronta la nuova scuola. Che invece non verrà realizzata. E i 13 milioni saranno dirottati altrove. È tempo di cambiare rotta. Se gli aquilani mi accorderanno la loro fiducia, una delle prime azioni sarà convocare gli Stati generali della scuola, con studenti, insegnanti, famiglie e comitati. Serve un piano strategico dell’edilizia scolastica con polo in centro verticale dal nido fino alle superiori».
la replica di biondi
Per il sindaco uscente (e ricandidato) Pierluigi Biondi «Pezzopane fa confusione tra scuole comunali e provinciali e se non erro, alla data del terremoto, la presidente della Provincia era lei, che non si occupò di far fare le verifiche degli indici di vulnerabilità. A settembre gli studenti delle superiori rientrarono dopo la messa in sicurezza del Provveditorato, con Pezzopane presidente della Provincia. Dopodiché bisogna sfatare questo mito che mette in giro lei coi suoi sodali che io ho detto che in 100 giorni avrei rimesso in piedi le scuole: falso. Mai detto una cosa del genere. A differenza loro non sono abituato a facili promesse, quelle non mantenute in 8 anni di governo di centrosinistra cittadino, ma semplicemente avremmo verificato le condizioni affinché i ragazzi potessero frequentare scuole sicure. Il Comune ha fatto un piano dell’edilizia scolastica che riguarda molti edifici: su 9 abbiamo avviato i procedimenti, 2 sono di competenza del Provveditorato opere pubbliche – la Mazzini e la Giovanni XXIII – e su altre siamo in attesa a distanza di circa 2 anni dell’integrazione delle risorse a valere sui fondi della ricostruzione pubblica che, come molti sanno, ma forse Pezzopane no, perché non è abituata a studiare, la competenza della programmazione è a carico del ministero dell’Istruzione. Quindi, un dicastero di un governo di cui lei è autorevole componente di maggioranza. Sulla vicenda ex Rossi, Pezzopane continua a confondere le cose. La Provincia ci ha comunicato che non era più interessata alla caserma Rossi perché ha sistemato la sede di Pettino e, a quel punto, di conseguenza, abbiamo detto al Corpo dei vigili del fuoco che c’era questa disponibilità in quanto la Provincia aveva ripensato l’iniziale necessità. Il comitato scuole sicure mi sembra monomandatario e dice sempre le stesse cose, in cerca del quarto d’ora di celebrità. Ci sono tavoli insediati al ministero con direttori, dirigenti, funzionari e ogni mossa viene concordata e condivisa».
Di Benedetto
Per il candidato sindaco Americo Di Benedetto «la questione scuole apre un fronte con la Provincia per il Cotugno, ma anche sul Convitto che non è dato sapere dove verrà alloggiato. Tutto parte da 5 anni fa, quando il caso scuole fu molto cavalcato e doveva trovare soluzioni a settembre 2017. Nel dibattito di giugno pareva un problema risolvibile e così non è stato. Sulla programmazione, dopo una sequela di modifiche, a novembre 2021 si era capito che alla Rossi sarebbero state alloggiate le scuole del Torrione e San Francesco insieme, come fu dichiarato dal sindaco, insieme all’accordo del Convitto coi 13 milioni; De Amicis e Carducci con l’infanzia di San Bernardino a Collemaggio e l’area della Carducci per sopperire all’esigenza Adsu sulla Casa dello studente. Presupposto della programmazione è il ruolo dei consigli comunali e provinciali, non l’umore di chi rappresenta gli enti. Nel caso di specie è la Provincia, ma subisce l’umore del sindaco che cambia idea e dice: alla Rossi vanno i vigili del fuoco. Bisogna capire se c’è un accordo di programma o un protocollo. La Provincia che sposta 13 milioni a Colle Sapone è una semplice dichiarazione d’intenti o altro? Ma prima di tutto viene la norma: le scuole devono essere ricostruite non perché vanno ricollocate, ma come gli edifici strategici devono avere indice di vulnerabilità 1. Se bisogna “tendere a 1”, come si può accontentarsi di 0,7 e rinunciare ai fondi? La programmazione presuppone una visione reale e concreta. A 13 anni dal sisma avremmo dovuto superare la precarietà e invece, a parte i due edifici ricostruiti, di competenza comunale, per il resto siamo nei Musp dappertutto. Se, oltre a tutto questo, non vi è certezza su cose già acquisite tutto diventa nuovamente precario».
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