Scuole, via alla protesta: «4mila ancora nei Musp»

11 Novembre 2022

Prosperococco: «Gli edifici provvisori pensati per ospitare gli alunni solo 5 anni» L’appello dopo l’annuncio di Biondi sulle opere: «È già tardi, tornino una priorità» 

L’AQUILA. «Quasi quattromila alunni sono ancora nei Musp». Basta questo conto, diffuso dal rappresentante del comitato Scuole sicure Massimo Prosperococco, a dare la misura di come la ricostruzione scolastica all’Aquila sia ancora ferma al palo. Perché la città, secondo il più recente dato Istat, di giovani in età scolastica ne ha esattamente 10mila. Quasi la metà, quindi, è nei Moduli a uso scolastico provvisorio
«Se i dati ci dicono che un alunno aquilano ha 8 metri quadri di spazi didattici a disposizione, quindi la metà rispetto a un suo coetaneo teramano o pescarese, questo è dovuto alla ricostruzione lenta degli edifici scolastici», spiega Prosperococco. «I Musp sono contenitori pensati per affrontare l’immediatezza di un’emergenza, non sono scuole. Del resto sono stati pensati per ospitare studenti per cinque anni, giusto il tempo di ricostruire edifici veri e propri. Ma, dal terremoto, di anni ne sono passati quasi 14 e la situazione non è sostanzialmente cambiata».
Continua l’attivista: «L’Aquila ha avuto 43 milioni di euro per ricostruire le scuole, più i nuovi fondi del Pnrr. E cosa è stato fatto? Una sola scuola vera, la Mariele Ventre, più altri due edifici scolastici minori per Arischia e Bagno. In 14 anni. Con i fondi a disposizione che restano lì non ancora spesi». Aggiunge Prosperococco: «Ma dev’essere chiaro: le problematiche incontrate e i ritardi amministrativi coinvolgono sia l’amministrazione comunale Cialente che quella Biondi. Il messaggio che ci arriva dal Comune – ma anche dalla Provincia per quanto riguarda le scuole superiori, che sono di sua competenza – è che le priorità sono altre e non le scuole, ma anche quella scolastica non sia un’emergenza». E poi c’è il tema della sicurezza degli edifici. Gli ultimi dati ufficiali diffusi dal ministero dell’Istruzione, raccolti e poi elaborati dalla Fondazione Openpolis, risalgono al 2017 e parlano di un 13% di scuole aquilane considerabili antisismiche rispetto al totale. «Una grossa fetta delle scuole rimaste in piedi dopo il terremoto, seppur riparate, hanno comunque mantenuto indici di vulnerabilità – il parametro ideato dopo la strage di San Giuliano di Puglia – al di sotto della soglia minima».
Quindi sui lavori, dopo il recente annuncio del sindaco Pierluigi Biondi di sette opere sbloccate per 30 milioni di euro di investimento complessivo: «Sono state poste le prime pietre, ma bisognerà attendere almeno cinque anni per vedere uno studente sul banco di una delle nuove scuole. Per gli altri plessi quanto tempo in più ci vorrà?».
Infine l’appello di Prosperococco alle autorità: «È già tardi, bisogna accelerare nella ricostruzione degli edifici scolastici. Le scuole devono tornare una priorità».
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