Se gli studi classici guardano al futuro

16 Aprile 2016

Modernità e innovazione tra laboratori, musica, teatro e scienza. E poi la cucina, dagli antichi greci alla molecolare

AVEZZANO. Volgono oggi al termine le giornate della cultura classica, in una girandola di colori, musica, danza e recitazione il Liceo Torlonia ha mostrato le sue Metamorfosi alla città, registrando un grande afflusso di visitatori. La kermesse dei giorni scorsi continuerà oggi anche nel pomeriggio (ore 15-18), e culminerà con una rappresentazione teatrale curata dal Teatro dei Colori, nella serata.

«Anche quest'anno la tradizione classica si è accostata all’innovazione tecnologica», ha commentato il vicepreside, professor Giancarlo De Angelis, «dimostrando come il Liceo classico sia in grado di offrire una formazione completa e aperta alla modernità».

La possibilità di immergersi nel mondo antico offre l’occasione per poter comprendere come i valori classici siano ancora oggi attuali. I ragazzi del liceo si sono cimentati in numerosi laboratori riguardanti il tema della Metamorfosi riuscendo a coinvolgere da alunni delle scuole elementari fino a quelli degli istituti superiori, offrendo pertanto proposte artistiche alla portata di tutti. Divertimento e cultura, le parole chiave di queste giornate. Molte le classi che hanno visitato i vari percorsi, quelle elementari del Sacro Cuore, di via delle Industrie, di Mario Pomilio, quelle delle medie Corradini e Mazzini, diverse anche le scuole superiori, del liceo artistico Bellisario, Scientifico Pollione, Croce e degli istituti superiori Galilei e Majorana . Le scuole del territorio marsicano hanno riempito i corridoi del liceo, ammirando di aula in aula la creatività dei giovani studenti che si sono cimentati in laboratori relativi a vari ambiti e periodi storici. Nella giornata di apertura dell’evento i bambini della classe IV A della scuola primaria Mazzini hanno portato in scena #Lenuvole tratte dall’omonima opera di Aristofane, approcciandosi alla cultura greca con divertimento. Nei giorni di giovedì e venerdì i ragazzi hanno avuto l’opportunità di prendere parte ad incontri tenuti nell’aula magna, confrontandosi con gli scrittori Lelia Ranalletta e Sergio Natalia, il direttore della rivista di Studi Classici “Scholia” Alessandro Cesareo e il maestro Sandro Rancitelli. Oggi, invece, si dà spazio al teatro, protagonisti gli studenti dello liceo che metteranno in scena uno spettacolo teatrale tratto da “Ubu Roi” di Alfred Jarr, riscritto e rielaborato con la collaborazione e sotto la guida esperta dello staff del Teatro dei colori. Lo spettacolo previsto per la mattinata sarà però replicato in serata alle 21 (ingresso libero).

Tanti i laboratori in forma teatrale, tra quelli che hanno riscosso più successo il progetto ispirato al romanzo di Pirandello “Il fu Mattia Pascal”, un episodio intitolato “Una passaggiata nel tempo”, dedicato al confronto tra il codice etico antico e la mentalità moderna, un lavoro che ci racconta di uno scienziato folle che decide di riportare in vita Dante, Pirandello, Sheakespeare, Wilde (“Non ci resta che ridere”), e ancora un’attività dedicata alla metamorfosi dell’uomo in pianta nei testi classici della nostra letteratura.

Oltre ai laboratori teatrali, fiore all’occhiello della scuola, sono stati molto apprezzati i lavori di ambito scientifico. Ne sono un esempio gli esperimenti in “Dalla cucina dei Greci a quella molecolare”, in cui gli studenti si sono dilettati a realizzare tanto i piatti dell’antica Grecia quanto gli odierni spaghetti al cioccolato, gnocchi molecolari, vetro di zucchero e caviale di Coca-Cola. Le trasformazioni geometriche sono state calate poi nelle opere del grafico olandese Escher e sono servite ad interpretare la musica classica. Protagonista anche la statistica che ha dimostrato, con la “Metamorfosi delle opinioni”, come queste si possano trasformare in numeri e grafici. Grande è l’aspettativa degli alunni del Classico che attendono anche oggi un folto pubblico.

Francesca Castiglione

Morelli

Irene Marini

Giulia Monaco

Maria Luccitti

Roberta Clementucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA