Se sono i pescatori a salvare i pesci

L’associazione reimmette i lucci nel lago evitandone la morte
SCANNO. Sono scesi in campo anche i volontari dell'Associazione pescatori sportivi Scanno-Villalago per recuperare i pesci rimasti sul fondo del lago Lucciola a Villalago. Migliaia di avannotti e molte decine di lucci adulti – di peso variabile tra i 2,5 e i 12,5 chilogrammi – sono stati recuperati sul fondo del bacino artificiale e reimmessi nelle acque del lago di Scanno. Salvati anche carpe, persici, coregoni, tinche e scardole, rimasti intrappolati sul terreno del piccolo bacino artificiale senza più acqua. A causa di un fenomeno ciclico di esondazione del lago di Scanno nell’area del suo emissario si assiste annualmente alla formazione di “pozze” in cui il pesce trova naturalmente riparo e si riproduce. Questo invaso temporaneo, a causa del progressivo abbassamento del livello idrico, tende pian piano ad asciugarsi e i numerosi pesci presenti diventano facile preda per i bracconieri e comunque destinati a una morte certa. «L'intervento è risultato molto difficile e delicato», spiega il presidente Ascanio Di Franco, «dal momento che i volontari si sono trovati a dover catturare e ritrasferire una grossa quantità di avannotti, ossia i neonati dei pesci della lunghezza di pochi centimetri, operando con grande cautela per non arrecare loro alcun danno. Ma l'opera di salvataggio è andata in porto». L'intervento dell'Associazione pescatori è stato possibile grazie al progetto denominato “Operazione recupero 2” che ha ricevuto parere favorevole da parte dei Comuni di Scanno e Villalago ed è stato supportato da Forestale e carabinieri. «La speranza è che le istituzioni che ci governano si accorgano del patrimonio ittico ambientale che possiede quest’area», aggiunge Di Franco, «e indirizzino finanziamenti dedicati alla valorizzazione del sito attraverso anche la pesca sportiva».
Massimiliano Lavillotti
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