Se Sulmona verrà declassata tutto farà capo al capoluogo
Il nodo principale per la Asl 1 è quello legato all’ospedale di Sulmona. E questo in relazione all’imminente attuazione in base al decreto del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Per i presìdi...
Il nodo principale per la Asl 1 è quello legato all’ospedale di Sulmona. E questo in relazione all’imminente attuazione in base al decreto del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Per i presìdi con meno di 150mila abitanti si passa da ospedale di primo livello, che va da dai 150mila ai 300mila utenti, a presidio ospedaliero di base (fino a 150mila). Resteranno attive solo le unità operative di Pronto soccorso, Anestesia, Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Radiologia e Laboratorio analisi. Un vero fronte aperto per L’Aquila che giocoforza dovrà accogliere gli utenti che, tra la Valle Peligna e l’Alto Sangro avranno bisogno degli altri reparti, Cardiologia, Ginecologia, Neonatalogia, Neurologia, Endoscopia e Oncologia solo per citarne alcuni. Una situazione che rischia di produrre congestioni tra le utenze del San Salvatore, oltre che costringere gli utenti di Castel di Sangro a fare oltre 100 chilometri e raggiungere il capoluogo anziché rivolgersi alla più vicina Valle Peligna.
Una situazione che può avere ripercussioni anche sull’organico. Nei giorni scorsi, la Cisl Funzione Pubblica ha parlato del timore per il mancato rinnovo del contratto in scadenza per 300 precari operativi nelle sedi provinciali Asl. «La Regione, nell’ultimo tavolo di confronto», ha spiegato il segretario provinciale Gianfranco Giorgi, «ha invitato la Asl aquilana a ridurre la spesa per il personale. Ciò comporterà il rischio del mancato rinnovo di 300 contratti: si tratta di medici, infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia, operatori socio-sanitari e amministrativi». (fab.i.)

