Sede comunale, doppie bandiere Accolta la segnalazione dei disabili

2 Marzo 2024

L’AQUILA. Spuntano tre bandiere – dell’Italia, dell’Europa e della Municipalità aquilana – sull’ingresso posteriore di Palazzo Margherita (sede del Comune dell’Aquila). L’unico dove è garantito l’acce...

L’AQUILA. Spuntano tre bandiere – dell’Italia, dell’Europa e della Municipalità aquilana – sull’ingresso posteriore di Palazzo Margherita (sede del Comune dell’Aquila). L’unico dove è garantito l’accesso alle persone disabili. E la casa dei cittadini si presenta, ora, con un doppio accesso, di pari dignità.
Soddisfazione a riguardo è stata espressa dal presidente del coordinamento cittadino delle associazioni delle persone disabili Massimo Prosperococco, il quale ha voluto dare merito all’amministrazione comunale per un gesto che, forse, potrà apparire piccolo agli occhi dei più, ma che è altamente significativo per chi, invece, è costretto a passare da quel portone secondario e retrostante per accedere alla casa comune dei cittadini.
«Il plauso va a chi ci ha ascoltati e ci è venuto incontro, quindi in primis la disability manager del Comune Alessia Venta e anche al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Quando funziona il dialogo tra l’amministrazione pubblica e i cittadini le cose si risolvono, altrimenti bisogna alzare la voce», spiega Prosperococco, «e non per fare sterili polemiche, ma soltanto per risolvere le problematiche. E non è stato questo il caso, quindi siamo molto soddisfatti che le cose si siano risolte nel giro di un paio di mesi da quando abbiamo avanzato la nostra richiesta». Una richiesta che le associazioni dei disabili avevano manifestato sin dalla riconsegna di Palazzo Margherita, nel dicembre scorso, quando si è cioè scoperto che l’ingresso principale del Comune, da piazza Palazzo, era sprovvisto di passerelle per chi è in carrozzina. Quindi la proposta di esporre perlomeno le bandiere dell’Italia, dell’Europa e della Municipalità anche sull’ingresso posteriore, così da conferire pari dignità a entrambi gli accessi. Un appello rilanciato di recente anche sul Centro.
«Certo, sarebbe stato meglio se l’ingresso principale fosse destinato anche ai disabili quando si era ancora in tempo per farlo. Adesso, infatti, ci aspettiamo che si intervenga a monte su tutti quegli edifici pubblici tuttora in via di ricostruzione e di non dover passare per un nuovo dialogo con il Comune alla ricerca di soluzioni a posteriori», aggiunge Prosperococco. (t.d.b.)
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