Sede del giudice di pace, si corre ai ripari

2 Marzo 2019

Il Comune eseguirà la manutenzione straordinaria, ma per l’adeguamento sismico l’attesa è più lunga

SULMONA. Interventi di manutenzione straordinaria da subito e lavori di adeguamento sismico non prima del prossimo autunno. Scatta in Comune la fase del recupero della malandata sede del giudice di pace, dove piove da tempo e dove il maltempo degli ultimi giorni ha danneggiato finestre e serrande cadute in strada. È lo stesso sindaco di Sulmona a confermare che la palazzina rientra tra quelle che dovranno subire interventi, così come da piano triennale delle opere pubbliche. Il progetto prevede opere di adeguamento sismico per complessivi 200mila euro.
«I lavori nella sede di via Silvestro Di Giacomo rientrano nel programma triennale degli interventi pubblici», conferma Annamaria Casini, «e l’iter è stato già avviato, ma i tempi delle gare pubbliche sono lunghi e dunque non si partirà con il cantiere prima del prossimo autunno». Tempi piuttosto lunghi, dunque, che imporranno invece nell’immediato interventi di manutenzione straordinaria sul tetto, da dove piove, e sulle finestre che sono state scardinate dalla forza del vento dei giorni scorsi. «Subito partiremo con i lavori straordinari sulla sede», aggiunge il sindaco, «perché non si possono tenere udienze in aule dove piove, o lasciare il personale in uffici insalubri e con la muffa sulle pareti».
Nello stesso tempo, il presidente del tribunale Giorgio Di Benedetto sta valutando la possibilità di un trasferimento dell’intero ufficio a Palazzo Capograssi, che comporterebbe un vantaggio anche per avvocati e personale, oltre che un maggior controllo in generale. «Noi siamo pronti a fare quello che il presidente ritiene più giusto», conclude Casini, «la scelta compete a lui». Già nei mesi scorsi, le udienze del giudice di pace erano state spostate per qualche giorno nell’aula 3 del tribunale per consentire il loro corretto svolgimento. Qualche anno fa, invece, un cancelliere riportò una contusione a un polso per evitare che una delle serrande cadesse sulla strada e colpisse qualche passante. Attualmente la struttura è priva di coibentazione, rendendo le stanze fredde in inverno e dei forni in estate, al di là dell’impianto di areazione che pure ha avuto i suoi problemi. A ciò, si aggiungano quelli di carenza di organico e principalmente di cancellieri per capire perché il trasloco in tribunale sarebbe forse la strada più giusta da percorrere.
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