Sede di Confindustria a Pescara, ora le imprese alzano le barricate

13 Febbraio 2024

Il provvedimento inserito senza preavviso nella modifica dello statuto che sarà discussa venerdì Frattale (Ance): «Colpo di mano che umilia la città». E dal presidente Podda appello ai vertici nazionali

L’AQUILA . Divampa la polemica sulla sede di Confindustria Abruzzo. Una modifica dello statuto dell’associazione, che dovrebbe essere approvato nella riunione del consiglio di presidenza di venerdì, prevede lo spostamento dall’Aquila a Pescara. Contro il provvedimento, proposto dalla neonata Confindustria Medio Adriatico, si è registrata una vera e propria levata di scudi. Per il presidente dell’Ance L’Aquila Gianni Frattale si tratta di «un colpo di mano, che umilia ancora una volta L’Aquila nel suo ruolo di capoluogo». Di «statuto irricevibile» e di «un documento che umilia il fondamento stesso dello spirito associativo» parla il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno Riccardo Podda.
ANCE FURIOSA
Il presidente Ance Frattale prende posizione parlando di «assoluto affronto alla dignità del capoluogo di regione. Una prassi che denota eccesso di arroganza, maldestra nel metodo perché lo spostamento della sede viene inserita senza alcuna condivisione tra le modifiche dello statuto da approvare tra quattro giorni», evidenzia Frattale, «il metodo è lo stesso con cui, nei mesi scorsi, si è presentata al nostro sistema la fusione delle Confindustrie di Chieti, Pescara e Teramo, mai condivisa o preannunciata. Offensiva nel merito perché umilia L’Aquila. È ridicolo che ancora oggi i territori si affrontino a colpi di sgarbi istituzionali».
LE REAZIONI DELLA POLITICA
Il consigliere regionale di FdI Massimo Verrecchia paventa «il rischio che il centro di Confindustria si sposti definitivamente sulla costa abruzzese, dimenticando le aree interne». Per Giorgio Fedele, consigliere regionale del M5S, «si tratta di una disparità di trattamento troppo grave, che non può essere accettata né dagli industriali, né dalle istituzioni locali».
«INTERVENGA ROMA»
«Siamo sempre stati disponibili ad aprire un confronto serio e concreto sulla regionalizzazione di Confindustria Abruzzo fin dal 2016, ma oggi ci vediamo costretti a richiedere la presenza di Confindustria nazionale al tavolo di lavoro, quale garante del corretto processo di revisione organizzativa», dice il presidente Podda, «in un eventuale nuovo assetto organizzativo il territorio aquilano ha assoluta necessità di essere tutelato». Podda, ha scritto al vicepresidente nazionale di Confindustria Alberto Marenghi per chiedere un intervento: «Nel massimo rispetto istituzionale», spiega, «ho posto l’attenzione su uno statuto che, così com’è stato predisposto, risulta per i miei associati e per il territorio irricevibile e sul quale non c’è stata alcuna preventiva condivisione. Confindustria L’Aquila è stata sempre favorevole a una configurazione unica regionale, e siamo in attesa di una convocazione, ma è necessario ripristinare subito il giusto percorso di confronto, che porti a un risultato soddisfacente per tutti».
COSA PREVEDE
«Altro elemento che ci è stato proposto è la connessione della “governance” con la “consistenza organizzativa” delle organizzazioni territoriali che», evidenzia Podda, «stranamente, non è mai stata fondamento per giustificare una sede legale diversa da quella del capoluogo di Regione. Se fosse realizzata, costituirebbe un caso unico nel panorama nazionale di Confindustria, teso alla marginalizzazione del capoluogo e delle aree interne abruzzesi». Il nuovo statuto prevede inoltre un meccanismo di rotazione della presidenza regionale, che verrebbe affidata per sei anni consecutivi a Confindustria Medio Adriatico e per due anni a Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno. «Pur considerando la maggiore consistenza organizzativa di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico», conclude Podda, «è indispensabile creare le condizioni affinché Confindustria Abruzzo sia in grado di valorizzare con equilibrio aree interne e costiere garantendone la rispettiva rappresentanza».(u.c.)
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