Sede unica comunale Il sindaco boccia il piano di Cialente

9 Ottobre 2018

Risposta a un un’interrogazione di De Santis (Idv) La struttura cancellata: né alla stazione, né altrove

L’AQUILA. La sede unica comunale non si farà nei pressi della stazione ferroviaria. La notizia non è nuova, ma a confermarla ufficialmente è stato ieri mattina in consiglio comunale il sindaco Pierluigi Biondi rispondendo a un’interrogazione di Lelio De Santis. Da quello che si è capito la sede unica non solo non si farà a ridosso della Stazione, ma non si farà da nessuna altra parte. Il primo cittadino ha detto che secondo lui gli uffici amministrativi dovrebbero tornare in centro storico, ma è sembrata più una dichiarazione di intenti dietro alla quale c’è evidentemente solo un assist politico verso quei commercianti che aspettano che il cuore della città si ripopoli. Biondi ha rifatto tutta la storia della sede unica per la quale nelle casse comunali ci sono già 35 milioni di euro che rischiano almeno per gran parte di sparire nel nulla se non vengono legati a un progetto concreto.
L’idea dell’ex sindaco Massimo Cialente e dell’ex assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano era quella di concentrare tutto (a parte la sede istituzionale che tornerà a Palazzo Margherita) in un’area servita dalla stazione ferroviaria che presto dovrebbe diventare anche lo scalo per la metropolitana di superficie San Demetrio-Sassa. Quella zona, però, come noto, è a rischio alluvione, tanto che l’Università, su incarico del Comune, ha redatto uno studio, depositato nel giugno 2017 (a ridosso del cambio di amministrazione), nel quale si confermano alcune criticità idrogeologiche che possono essere superate solo con specifici interventi. Biondi ha anche ricordato – con una certa soddisfazione – che a spaccarsi sul progetto sede unica promosso da Cialente-Di Stefano fu proprio il Pd, tanto che il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci si disse contrario a tale ipotesi.
Dal giugno 2017 a oggi si è mosso poco. Sono stati stilati solo un paio di atti coi quali di fatto si boccia l’idea dell’ex amministrazione. Però, da politico che sa che qualcosa si deve pur offrire in pasto all’opinione pubblica, il sindaco ha detto che in realtà il Comune per quell’area un progetto ce l’ha. In sostanza, nella zona dovrebbero sorgere il nuovo autoparco, una sede per la protezione civile comunale, la sede della polizia municipale e, se si è capito bene, un parcheggio multipiano per oltre 200 posti macchina. Tutto questo costerebbe 13 milioni circa. E gli altri 22 milioni? Per ora non si sa che fine faranno, a meno che non ci siano altre idee in corso di elaborazione. Quello che è certo è che vanno impegnati in tempi brevi. Il primo cittadino, in un inciso del suo intervento, ha reso omaggio al giornalista Giuseppe Vespa scomparso di recente.
CASETTE TEMPORANEE. In una nota Carla Cimoroni, capogruppo di “L’Aquila chiama chi ama L’Aquila” denuncia che «per l’ennesima volta la nostra interrogazione sulle cosiddette casette post-sisma (quante, come e dove sono? che intenzioni ha l’amministrazione in merito?) è stata rinviata. Presentata il 4 maggio scorso, dopo varie sollecitazioni era stata finalmente calendarizzata all’ordine del giorno del consiglio comunale a luglio per essere rinviata, incredibilmente, per complessità. Chiaramente nessuna risposta scritta pervenuta, nonostante il regolamento preveda che venga fornita entro dieci giorni dalla richiesta. Ieri stesso copione, anzi peggio. L’onorevole-assessore all’Urbanistica Luigi D’Eramo non si è presentato in aula per impegni romani. È da tempo che gli chiediamo di scegliere. L’Aquila non può permettersi un assessore a mezzo servizio».
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