Sedute virtuali, ma i “gettoni” sono veri
Durante la quarantena liquidati 17mila euro per la partecipazione “da remoto” alle commissioni e all’assemblea civica
L’AQUILA. Sedute virtuali, soldi veri. Si potrebbe sintetizzare così il contenuto dell’ultima determina (ne esce fuori una ogni mese e, va detto, anche con molta puntualità) che stabilisce la “liquidazione dei gettoni di presenza ai consiglieri comunali per la partecipazione alle sedute degli organi collegiali nel periodo dal primo aprile al 30 aprile 2020”.
Come si ricorderà, il mese di aprile era iniziato con le polemiche per il fatto che il consiglio comunale non veniva riunito a causa dell’emergenza sanitaria nonostante ci fossero da prendere o ratificare importanti decisioni, ed è finito con altrettante polemiche – che si sono trascinate fino a due giorni fa – sul fatto che nonostante la buona volontà del presidente Roberto Tinari le sedute su piattaforma informatica si sono rivelate caotiche (microfoni aperti, interruzioni, echi sonori) e in molti casi politicamente inconcludenti.
In aprile ci sono stati, come risulta dalla determina, tre Consigli (tutti concentrati a fine mese) e ben otto commissioni, anch’esse via computer. Dal punto di vista del cosiddetto gettone si presenza non c’è differenza fra consigli e commissioni. Sono sempre 80,10 euro a seduta. Nell’elenco di aprile non ci sono i gettoni per il sindaco e il presidente del consiglio che hanno un’indennità a parte e per Americo Di Benedetto e Roberto Santangelo, consiglieri regionali, che hanno rinunciato al gettone subito dopo essere stati eletti a Palazzo dell’Emiciclo. Con la determina “si liquida e paga in favore dei consiglieri comunali la somma a fianco di ciascuno indicata riferita ai gettoni di presenza loro spettanti per la partecipazione alle sedute del consiglio comunale, delle commissioni consiliari permanenti relativa al periodo dal primo al 30 aprile 2020 per un importo complessivo di 17.301,60 euro”. Rispetto a precedenti determine, la cifra liquidata ad aprile è un po’ più bassa rispetto ai “periodi normali” quando ci sono consiglieri comunali che si attestano costantemente sui mille euro al mese. Questa volta la cifra più alta è di 801 euro: sono stati sette i consiglieri che anche da casa non si sono persi una seduta. Si va poi a scendere: otto consiglieri si attestano sui 720 euro, alcuni sui 560 euro. La cifra più bassa è di 160 euro.
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