Sei anni per il futuro ospedale Un investimento da 103 milioni

Prima visita del manager Romano in Comune: «Sarà realizzato interamente con soldi pubblici» E l’Asl annuncia anche delle nuove assunzioni e una rivoluzione anti-sprechi sul fronte delle forniture
AVEZZANO. «Il nuovo ospedale di Avezzano sarà realizzato in sei anni con un investimento interamente pubblico di 103 milioni di euro». Lo ha annunciato il manager della Asl, Ferdinando Romano, nel corso del suo primo incontro istituzionale al Comune di Avezzano, dove è stato accolto dal sindaco facente funzione Domenico Di Berardino. In risposta alle domande degli amministratori comunali su tempi e fondi per la realizzazione della struttura, il direttore generale dell’azienda sanitaria ha assicurato che il nuovo ospedale «sarà realizzato, tenendoci larghi, in sei anni, con un investimento interamente pubblico attraverso un appalto-concorso». Stop dunque al project-financing. «Il pubblico», ha spiegato a tal proposito Romano, «con i project-financing ci ha sempre rimesso». L’operazione dovrebbe passare alla fase due con la consegna dello studio di fattibilità in dirittura d’arrivo: a gennaio, infatti, il documento dovrebbe essere consegnato alla Asl. Un aspetto quest’ultimo ribadito anche dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nel corso della sua ultima visita all’ospedale di Avezzano per il taglio del nastro dei nuovi posti per la terapia intensiva. Il piano tecnico-economico di fattibilità del nuovo ospedale è stato presentato alla Asl. A breve il progetto verrà portato all’attenzione del ministero per la copertura economica che darà inizio alla fase di progettazione. L’appalto dell’opera è previsto nel 2024. Una proiezione accolta con moderata soddisfazione dal sindaco facente funzione di Avezzano che, in prima battuta, ha fatto presente a Romano la carenza di primari e personale, il pronto soccorso inadeguato e i servizi non proprio al top dell’ospedale Santi Filippo e Nicola. «Vogliamo una sanità efficiente ed efficace per Avezzano e la Marsica», ha chiesto Di Berardino, «dove non si ripetano più scene come quelle dell’emergenza coronavirus, l’anno scorso, quando le persone morivano fuori dal pronto soccorso. In attesa del nuovo ospedale», ha ribadito il vicesindaco con funzioni di sindaco, «vanno banditi i concorsi per i primari e il personale carente oltre che migliorati i servizi, mentre per dare risposta alle emergenze del pronto soccorso, quando è saturo, è utile e necessario fare ricorso alle strutture private». Una richiesta quest’ultima su cui il manager si è impegnato a sondare il terreno direttamente con la Regione.
NUOVE ASSUNZIONI
Sul versante dei concorsi, Romano ha accolto le sollecitazioni dell’assessore all’Emergenza sanitaria, Maria Teresa Colizza (dirigente Asl in pensione), mirate ad adeguare le commissioni per riavviare l’iter fermo a ottobre del 2020. «A breve partiranno gli avvisi», ha assicurato ancora il direttore generale della Asl, «al momento la Regione ci ha autorizzato a fare il 50% di assunzioni per le unità operative e siamo in attesa di un ampliamento. Con il pareggio di bilancio la Regione ci darà più soldi per ulteriori assunzioni».
COSTI DELLE FORNITURE
Sul fronte delle forniture di beni e servizi, altra nota dolente per l’ospedale di Avezzano, il manager ha annunciato una mezza rivoluzione. «Per le forniture», ha spiegato Romano agli amministratori, «stiamo rivedendo le pratiche per l’acquisto di beni e servizi, dove abbiamo messo a nudo una serie di cose che non funzionavano: per i dispositivi medici la Asl spende 46 milioni all’anno. Abbiamo rilevato, facendo dei riscontri con alcune Asl del Nord Italia, prezzi molto più bassi, fino al 50%. Dati alla mano, anche con un 30% in meno potremo risparmiare 13 milioni di euro. E se non ci riusciremo segnalerò il tutto all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione)». Al primo incontro istituzionale tra il manager e il Comune hanno preso parte anche l’assessore alla Pubblica istruzione, nonché medico in servizio, Patrizia Gallese, i consiglieri Alessandro Pierleoni, Ignazio Iucci e Alessandra Cerone e il direttore amministrativo dell’azienda sanitaria, Stefano Di Rocco.
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