Sei candidati uniti: «no» al gasdotto

Gli aspiranti sindaci d’accordo per ostacolare il progetto Snam: sottoscritto il documento dei Comitati ambientalisti
SULMONA. Tutti contro la centrale e il metanodotto Snam, tanto da annunciare di essere pronti a rassegnare le dimissioni qualora l’impegno dovesse essere disatteso. Un impegno sostanziale e formale quello sottoscritto nel tardo pomeriggio di ieri nella sala conferenze della Comunità montana peligna dai sei candidati sindaci. Tutti hanno promesso che nel primo consiglio comunale confermeranno il «no» alla realizzazione del progetto Snam, come avevano fatto le altre due amministrazioni precedenti. Un incontro a tratti acceso con Elisabetta Bianchi candidata di Forza Italia, che ha cercato di mettere in difficoltà Annamaria Casini nelle cui liste figurano candidati che si sarebbero espressi a favore della realizzazione della centrale di spinta a servizio del metanodotto Brindisi-Manerbio. La prima a dire la sua è stata proprio la Casini. «Sono fermamente convinta e non posso che sostenere e condividere il percorso degli altri sindaci e del Comitato», ha detto, «mi sono confrontata con amici medici e mi hanno riferito che il progetto è fortemente impattante. Sottoscrivo il no alla centrale».
Alessandro Lucci, di Sbic: «La battaglia è lunga ma si può vincere. Una battaglia che la comunità sta facendo contro il proprio Stato dove gli unici interessi sono per una multinazionale. Una centrale che non serve al territorio, non porta lavoro. Lo stesso terreno coltivato a cipolle o patate porterebbe più occupazione».
La Bianchi: «Mi viene qualche dubbio su Annamaria Casini, quindi invito i Comitati a estendere il comunicato a tutti i candidati consiglieri delle liste che l’appoggiano. Poco prima che la giunta Ranalli cadesse Gerosolimo disse che la centrale elettrica era un’ottima soluzione».
Domenico Capaldo: «Abbiamo fatto una scelta ecologica precisa che difende il territorio e ne esalta la bellezza. Per questo il nostro è un fermo no alla realizzazione della centrale e del metanodotto. Su un tema di questo tipo non bisogna avere scorciatoie. Molti del centrodestra, l’area politica di riferimento di Elisabetta Bianchi ha sempre sostenuto di vedere di buon occhio il progetto Snam».
Poi è stata la volta di Bruno Di Masci: «Condivido in toto la linea di Lucci e farò firmare il documento anche a tutti i capilista dei raggruppamenti che mi appoggiano. Dobbiamo avere la forza di mantenere il no fermo alla centrale fino alla fine. Senza aprire a soluzioni ibride come la centrale elettrica».
Alberto Di Giandomenico: «Sarò con voi, ma non basta dire solo che si è contrari. Bisogna scendere in piazza fin da adesso e non aspettare che il progetto sia approvato».
Claudio Lattanzio
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