Sei mesi fa la badante massacrata nella vicina Colli di Monte Bove

27 Aprile 2018

Nel 2013 il duplice femminicidio a Pescina: Selmanaj è all’ergastolo per avere sparato a moglie e figlia Nello stesso anno un analogo episodio avvenuto nel parcheggio di un supermercato a Bazzano

AVEZZANO. Sei mesi fa, a Carsoli, si è consumato un altro giallo. Con vittima sempre una romena. Il 5 novembre 2017 Iuliana Catalin Bucataru, 38 anni, era finita all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Inizialmente si era ipotizzata una caduta dalle scale. Ma la verità emersa dopo mesi di indagini è stata un’altra. La donna, badante nella casa di un invalido, è stata uccisa, al culmina di una scena di gelosia: questa l’accusa che ha portato in carcere il presunto assassino, arrestato per omicidio volontario, Andrei Feru, 52 anni, connazionale della vittima, muratore di professione, da tempo residente a Carsoli. La collaborazione di numerosi testimoni e un racconto pieno di contraddizioni fornito da Feru hanno convinto il sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato a fare approfondimenti. Fino ad arrivare a un quadro dell’accaduto. Quel 5 novembre, una domenica, l’uomo e la badante si trovavano insieme. Hanno bevuto, molto (c’è anche lo scontrino sequestrato in un bar dove è stata acquistata una bottiglia di vino da un litro e mezzo), prima di fare ritorno a Colli di Monte Bove. Qui hanno avuto un incidente e hanno litigato, prima in strada e poi nella casa dove la donna lavorava. La svolta è arrivata dall’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio. È stato accertato che la donna aveva fratture in due differenti punti del cranio, fratture delle costole al lato sinistro del torace, la milza rotta, denti caduti, la frattura dell’omero sinistro, nonché altre piccole lesioni in più parti del corpo. Elementi, secondo l’accusa, incompatibili con una caduta. «Un’aggressione violenta», ha concluso il medico legale. Al resto ci hanno pensato i carabinieri del Ris di Roma nel corso di un’ispezione nella casa. Per Feru è stato disposto il giudizio immediato, in Corte d’Assise all’Aquila, il 19 settembre prossimo.
Si è chiusa con la condanna all’ergastolo, invece, il dramma del duplice femminicidio di Pescina, avvenuto nell’ottobre 2013. Carcere a vita per Veli Selmanaj, 49 anni, kossovaro accusato di avere assassinato a colpi di pistola la figlia Senade, 21enne, e la moglie Fatima, di 45 anni. La Cassazione ha confermato la pena inflitta in Appello. Selmanaj, in base alla sentenza, sarà anche espulso dall'Italia qualora per qualche motivo dovesse avere uno sconto di pena e uscire dal carcere ancora in vita. Dovrà inoltre pagare una provvisionale di 50mila euro.
E sempre questioni di gelosia ci sono dietro a un altro omicidio che ha scosso la provincia, avvenuto in un parcheggio di un supermercato di Bazzano, all’Aquila, nel 2013, quando il 48enne albanese Burhan Kapplani uccise con una Beretta 7,65 l’ex moglie 35enne, Orjeta Boshti, dalla quale aveva avuto quattro figli, e il nuovo compagno di lei, il 37enne Huna Shpetim, anche loro albanesi. Anche Kapplani, così come Selmanaj, è stato condannato all’ergastolo con sentenza definitiva.
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