Sei pullman, quando la protesta è in viaggio

10 Aprile 2015

Mamme, sindacati, comitati e tanti cittadini in cerca di risposte nella sede del consiglio regionale

SULMONA. Sei pullman in partenza alle 12.30 e un altro dopo un’ora per consentire anche agli studenti di partecipare alla protesta. Il viaggio verso L’Aquila è carico di speranza ma anche di rabbia.

Ci sono i dipendenti del Comune, i comitati per l’ambiente, semplici cittadini, i promotori del comitato civico, i sindacati e tante mamme. In pullman ognuno prende il suo posto, c’è voglia di condivisione e se non fosse per bandiere, striscioni e un po’ di tensione sembrerebbe di partecipare a un viaggio culturale.

«Questa protesta ha unito generazioni diverse», ripete più di una persona, «e questa è già una vittoria». Durante il viaggio si parla, si pianifica la protesta. Si ripetono le raccomandazioni dei giorni scorsi:educazione e civiltà nel portare avanti le proprie rivendicazioni. Poco prima delle 13 si comincia già a vedere il territorio aquilano. Ci ci addentra nel cuore del cratere sismico ancora ferito dal terremoto del 6 aprile 2009. A questo punto i discorsi di tutti cambiano. Si ricordano le vittime e il terribile disastro che ha devastato L’Aquila. Poco prima dell’arrivo si riprende a distribuire le t-shirt che hanno caratterizzato la protesta: quelle con la scritta “Save I 804” ovvero il codice identificativo del Comune di Sulmona. Quel codice che chi è nato nel capoluogo peligno ha nel codice fiscale. A circa un’ora dalla partenza si arriva alla villa comunale, si comincia a srotolare bandiere e striscioni. Uno dopo l’altro arrivano gli altri pullman: la protesta può cominciare. (c.b.)

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