Seicento avvocati in sciopero: arriva il primo stop alle udienze

8 Gennaio 2022

Le attività del palazzo di giustizia avezzanese si fermeranno per otto giorni dal 18 al 25 gennaio Toghe pronte anche all’occupazione pacifica della struttura in attesa di un incontro con il ministro 

AVEZZANO. Parte il 18 gennaio lo sciopero degli avvocati in protesta contro la chiusura del tribunale di Avezzano, prevista a settembre. L’assemblea dell’Ordine forense di Avezzano, nella seduta del 4 gennaio scorso, ha deliberato la proclamazione dell’astensione dalle udienze civili, penali, amministrative e tributarie nonché dagli incontri dell’organismo di mediazione dell’Ordine forense. Ma il periodo dal 18 fino al 25 gennaio sarà solo il primo di una lunga serie di scioperi annunciati della durata di tre mesi. Il provvedimento che l’assemblea degli avvocati ha deliberato è senza precedenti, ma verrà applicato nel pieno rispetto del codice di autoregolamentazione che prevede la comunicazione al capo dell’Ufficio dieci giorni prima dell’inizio dell’astensione. Lo sciopero può durare per un periodo consecutivo massimo di 8 giorni. Successivamente bisognerà fare un’interruzione di 15 giorni durante il quale sarà data una nuova comunicazione per l’astensione successiva, che durerà di nuovo 8 giorni, e così via. Nelle due settimane di stop la protesta continuerà in una forma attenuata: nei 15 giorni tra un’astensione e l’altra cambierà la modalità attraverso il cosiddetto sciopero “pignolo”, una forma di protesta solitamente sindacale che consiste nella meccanica osservanza delle disposizioni e dei regolamenti in modo da causare, attraverso un rallentamento dell’attività, una sorta di disagio all’attività giudiziaria. Non si escludono però in futuro altre forme di protesta che potrebbero essere attuate nei mesi successivi. Una parte dell’assemblea degli avvocati ha anche proposto di passare all’occupazione del tribunale. Si tratta però di un passo successivo che sarà valutato e attuato qualora non dovessero arrivare notizie dal ministero per l’atteso incontro con il guardasigilli. Insomma se l’obiettivo della proroga non sarà raggiunto ci sarà anche un prolungamento dello sciopero oltre i tre mesi. La protesta potrebbe fermarsi solo in caso di una proroga alla chiusura che permetterà di studiare e approvare una nuova legge che riveda la vecchia norma del 2012 che aveva riorganizzato la geografia giudiziaria in tutta Italia. Proprio per questo è stato chiesto un incontro con il ministro della Giustizia Marta Maria Carla Cartabia, la principale oppositrice alla proroga, che darebbe il tempo necessario di rivedere la legge e renderla aggiornata alla situazione attuale, molto diversa rispetto a quella di 10 anni fa. Un incontro concesso al presidente della Regione Marco Marsilio, ma non ancora alla delegazione per la salvezza dei tribunali.
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