Sentenze per la tutela dei borghi e degli appalti
L’AQUILA. Tutela dei borghi e regolarità degli appalti. Sono i temi delle sentenze, emblematiche del Tar per il 2020, citate dal presidente Umberto Realfonzo. «Di particolare rilievo è stato l’annulla...
L’AQUILA. Tutela dei borghi e regolarità degli appalti. Sono i temi delle sentenze, emblematiche del Tar per il 2020, citate dal presidente Umberto Realfonzo. «Di particolare rilievo è stato l’annullamento, su ricorso della Soprintendenza ai Beni culturali, della variante alla disciplina dei centri storici delle frazioni del capoluogo», sottolinea. Un pronunciamento destinato a proteggere i borghi caratterizzati «da pregiate strutture di architettura rurale e medievale del XIII secolo, oggetto di vincoli paesaggistici o che, seppure non vincolate, costituiscono un patrimonio, culturale e collettivo di grande valore». Con questa sentenza, osserva il presidente, «il Tar ha ricordato che la salvaguardia dei centri storici fa capo a un valore costituzionalmente protetto come il paesaggio nazionale», contrastando l’orientamento alla «trasformazione di tutto in una periferia romana».
Significativa, a detta di Realfonzo, anche una sentenza riguardante le procedure di appalto per un’opera pubblica. «La sezione ha affermato che l’impresa, che ha partecipato a una gara», fa notare il presidente, «ha diritto ad accedere alle informazioni concernenti le prestazioni contrattuali dell’aggiudicatario, se l’accesso è necessario ad acquisire la prova dell’inadempimento e quindi l’originaria inadeguatezza dell’offerta vincitrice della gara». La ditta piazzata al secondo posto, dunque, è legittimata a richiedere gli atti che attestino l’effettiva rispondenza della proposta vincitrice, sopratutto in caso di offerta economica più vantaggiosa con soluzioni migliorative del progetto iniziale, agli interventi realizzati. (g.d.m.)
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