Sequestro da 250mila euro per l’aggressore del legale

20 Settembre 2020

È la cifra indicata dal Tribunale civile come risarcimento dovuto da Bruno Ranalli per aver malmenato l’avvocato Colaiacovo. Il giudice: fu un gesto sconsiderato  

SULMONA. Torna in libertà Bruno Ranalli ma a caro prezzo. Il Tribunale civile di Sulmona ha autorizzato il sequestro conservativo, fino all’ammontare di 250mila euro, a carico dell’anziano come risarcimento nei confronti dell’avvocato Vincenzo Colaiacovo. Quest’ultimo fu aggredito e malmenato sotto casa da Ranalli il 27 giugno scorso. Il giudice estensore del provvedimento Daniele Sodani ha ritenuto che «dell’aggressione, come anche delle sue cruente modalità, vi è riscontro dalla documentazione allegata, ivi compresa l’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip», cioè da Giuseppe Ferruccio.
Il giudice, inoltre, pone in evidenza lo «sconsiderato gesto posto in essere ai danni del ricorrente» e «l’acrimonia nei suoi confronti quindi palesata, traducibile sul piano civilistico in condotte di inadempimento ed elusive del credito risarcitorio sorto in capo all’avvocato ricorrente». A tal riguardo, prosegue il pronunciamento del magistrato, «le lesioni patite dal ricorrente, sulla scorta della documentazione sanitaria e delle relazioni mediche di parte, rendono plausibile una rilevante liquidazione del danno non patrimoniale, come anche del danno patrimoniale sulla scorta del volume di redditi dichiarati dall’attività professionale». La prossima udienza della causa è stata fissata per il 7 ottobre. Nel frattempo il Tribunale del Riesame ha accolto l’ istanza del difensore di Ranalli, attenuando a carico dell’anziano la misura cautelare degli arresti domiciliari in obbligo di dimora, nell’abitazione del figlio a Roma nel quartiere di San Cesareo. Secondo il Riesame però «il fatto contestato è obiettivamente grave e denota di per sé un’indole aggressiva e priva di freni inibitori, che induce, quanto al riscontro della sussistenza delle esigenze cautelari, a ritenere irrilevante l’assenza di precedenti penali o l’età avanzata dell’indagato». Sempre il Riesame ha ravvisato «l’intento di vendetta» da parte dell’anziano. Intanto l’avvocato Colaiacovo ha consegnato al parroco e presidente del “Comitato Pro Opera Francisci” 4.500 euro, somma al pagamento della quale Ranalli è stato condannato dal Tribunale di Sulmona in una precedente causa civile. La cifra sarà usata per il restauro della facciata della chiesa di San Francesco della Scarpa. (c.l.)
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