Serianni al Classico: «Così cambierà l’esame di maturità»

Il docente-linguista è nella commissione per la riforma Ha incontrato gli studenti dell’ultimo anno del Torlonia
AVEZZANO. «Il Liceo classico non solo come vocazione dello studio delle antiche civiltà, ma anche un’apertura per tutte le aree del sapere: aprire la strada allo studio della diversità, della storia è fondamentale. Si studia l’antico per cogliere il rapporto tra i dati di continuità e di differenziazione dell’epoche passate». Così ha esordito Luca Serianni, linguista e professore ordinario della Storia della lingua italiana all’Università “La Sapienza” di Roma e autore della pregevole “Grammatica italiana”. L’incontro ha visto la partecipazione dei ragazzi dell’ultimo anno dell’Istituto “Torlonia-Bellisario”, nell’aula magna del Liceo classico Alessandro Torlonia, diretto da Annamaria Fracassi. Il tema dell’evento ha riguardato la riforma dell’esame di Stato, in particolar modo della prova di italiano, che ha subìto modifiche per quanto concerne le tipologie di testi proposti. Serianni ha fatto parte di un’apposita commissione di esperti che ha dato indicazioni per la riforma della prima prova dell’esame.
Professore, quali sono le novità principali dell’esame di Stato 2019?
«Le prove scritte passano da tre a due e le modifiche più importanti riguarderanno la prima prova di italiano: invece delle quattro tipologie attuali, ce ne saranno soltanto tre: la tipologia A consisterà in un’analisi di testo, la tipologia B in un’analisi e produzione di un testo argomentativo, la tipologia C in una riflessione su argomenti di attualità».
Per quale motivo si è deciso di riformare l’esame di Stato?
«Il motivo di fondo è che la prova precedente, così come era strutturata, aveva una formula invecchiata e, in particolare, nel saggio breve abbiamo riscontrato che, fornita una eccessiva quantità di documenti di riferimento, il testo elaborato risultava un insieme di citazioni estrapolate senza una soddisfacente argomentazione critica. Infatti, lo studente dovrebbe avere un bagaglio di conoscenze non solo scolastiche ma anche personali».
Perché è stata eliminata la terza prova?
«La terza prova, cioè il cosiddetto Quizzone, è stata tolta per rendere meno impegnativo l’esame finale e per uniformare le prime due prove, poiché la terza dipendeva dalle scelte della commissione di ogni istituto».
È giusto che studenti provenienti da istituti differenti, liceali e professionali, debbano affrontare la stessa prima prova?
«Sì, perché l’italiano è una materia trasversale e la competenza linguistica riguarda tutti gli studenti. Inoltre, la tipologia delle tracce è accessibile ad ogni tipo di scuola, anche se la letteratura si studia di più nei licei. Per questo motivo verranno ridimensionati quesiti troppo rigidi, di tipo metrico-retorico».
Nel pomeriggio, Serianni ha incontrato i docenti dell’istituto e altre scuole per discutere sulle competenze linguistiche che i ragazzi dovranno padroneggiare al termine del percorso di studi liceali.
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