Serpetti: ad Arischia aspettano le verifiche e intanto pagano

L’AQUILA. Ad Arischia i cittadini sono senza casa, per i problemi del terremoto del 2017, ma devono pagare tutti i tributi e tasse comunali e statali.È quanto denuncia in una nota il consigliere...
L’AQUILA. Ad Arischia i cittadini sono senza casa, per i problemi del terremoto del 2017, ma devono pagare tutti i tributi e tasse comunali e statali.
È quanto denuncia in una nota il consigliere comunale del Passo Possibile, Elia Serpetti.
«Sono sempre più incresciose e inaspettate le conseguenze degli eventi sismici dell’inizio 2017 per tanti cittadini di Arischia», afferma Serpetti, riferendosi al terremoto del 18 gennaio di 15 mesi, che ha interessato Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. «Purtroppo la frazione di Arischia, seppure pesantemente colpita, non è stata inserita nel “cratere sismico”. In tal modo si è concretizzata una prima dannosa discriminazione ai danni dei cittadini interessati», sostiene Serpetti. «Ma ciò non è bastato, perché a causa del terremoto si sono verificate nuove situazioni, di varia tipologia e gravità, con notevoli danni a edifici e abitazioni. Ebbene, i numerosi cittadini hanno provveduto, ormai da oltre un anno, anche tramite i propri tecnici di fiducia, a presentare un’istanza di sopralluogo all’Ufficio emergenze sisma del comune dell’Aquila, per la verifica delle condizioni di agibilità degli immobili, anche allo scopo di evitarne eventuali utilizzi in situazioni di pericolo. Fino a oggi, a oltre un anno dalla richiesta, sono tanti i cittadini ancora in attesa del sopralluogo. Cittadini che hanno il sacrosanto diritto di sapere dall’istituzione pubblica se possono o meno utilizzare i fabbricati», afferma il consigliere.
«A nulla sono serviti», riprende Serpetti, «gli innumerevoli solleciti se non a provare, ancora una volta, la spiacevole sensazione di essere presi in giro. Ma la beffa non è ancora finita, perché la burocrazia non è mai sazia. Gli sfortunati cittadini di Arischia, in questo caso, devono continuare a pagare al Comune le imposte sui fabbricati che non possono utilizzare, e la tassa sui rifiuti urbani. E questo nonostante la richiesta verifica. «Ma il Comune», chiede Serpetti, «non prova nessun disagio a incassare denaro per una situazione come questa?».(v.p.)
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