«Serve chiarezza sulla ferrovia», Di Pangrazio “chiama” Salvini

15 Gennaio 2023

Potenziamento linea Pescara-Roma: martedì in programma un vertice con il commissario Macello Il primo cittadino: «C’è urgenza: quanto prima un vertice con il ministro, chiederemo tempi certi»

AVEZZANO. «La velocizzazione della ferrovia Pescara-Sulmona-Avezzano-Roma non è rinviabile e serve un chiarimento ufficiale sullo stato di avanzamento del progetto». Lo afferma Gianni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano, in vista dell’incontro di Roma del 17 gennaio con Vincenzo Macello, commissario per il potenziamento della linea ferroviaria, per fare il punto sullo state dell’arte dell’opera. Al vertice parteciperanno anche Gianfranco Di Piero, sindaco di Sulmona, e Vincenzo Giovagnorio, primo cittadino di Tagliacozzo. Di Pangrazio ribadisce come l’opera sia «necessaria anche e soprattutto per il territorio marsicano» e auspica un confronto diretto con Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: «Interesseremo dell’urgenza anche il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo», spiega Di Pangrazio, «perché nella Marsica c’è il polo agricolo e agroindustriale più importante del Centro-Sud Italia».
L’INCONTRO
L’incontro con il commissario Macello, nominato dal governo Draghi per seguire l’avanzamento del progetto di velocizzazione della rete ferroviaria, è stato richiesto dal sindaco Di Piero, dopo le dichiarazioni del ministro Salvini sulle difficoltà che riguarderebbero la realizzazione dell’infrastruttura: «Bene ha fatto il sindaco di Sulmona a richiedere subito un incontro chiarificatore con il volto tecnico di tutto il processo, ma ciò che preme di più», sottolinea Di Pangrazio, «è avere, quanto prima, un confronto diretto con il ministro Salvini, che già si è dimostrato sensibile sul tema delle autostrade». Il titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva parlato di «molte criticità» emerse sulla fattibilità del raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara, opera da 6,5 miliardi di euro e inserita nel Pnrr.
AVEZZANO-SULMONA
I sindaci puntano a sbloccare l’impasse e avere chiarimenti: «Si tratta di un’infrastruttura non più rinviabile e di grande impatto economico e strategico. Per noi», osserva ancora Di Pangrazio, «risulta indispensabile, come asse territoriale Marsica, investire realmente anche nel tratto Avezzano-Sulmona, con una rapida via di comunicazione». Il primo cittadino marsicano sancisce poi l’asse con la città peligna: «Due macro aree che hanno proprie identità, ma anche caratteristiche comuni e unificanti, come la cifra culturale e la vocazione turistica. Le due popolazioni». sostiene il sindaco di Avezzano, «devono sentirsi integrate in un unico sistema di sviluppo e sempre più senza confini».
AGRICOLTURA
Della questione sarà informato anche l’abruzzese Luigi D’Eramo, sottosegretario all’Agricoltura: «Con la tratta veloce, si può aprire uno spiraglio concreto sull’intermodalità e sullo scambio merci. Chiederemo garanzie economiche e tempi certi: il territorio non può essere tenuto all’oscuro».
TERRITORIO ATTRATTIVO
Sulla stessa linea è il sindaco di Tagliacozzo Giovagnorio: «Dall’incontro di martedì prossimo», afferma, «ci aspettiamo di fugare tutti i dubbi e di allontanare tutte le ombre dalla fattibilità del progetto. La riduzione dei tempi di percorrenza su ferro permetterebbe ai pendolari un più agevole collegamento sia con Roma, che ha un bacino di milioni di utenti, sia con Pescara che ne ha qualche centinaio di migliaia. Strategicamente», nota Giovagnorio, «un collegamento veloce Marsica-Roma vorrebbe dire, per il nostro territorio, diventare naturalmente attrattivo per una metropoli di 6 milioni di abitanti, che cerca respiro nelle zone circostanti, anche in vista, ad esempio, del Giubileo 2025».
CITTÀ A PASSO D’UOMO
All’incontro tra i sindaci e il commissario Macello sarà presente anche il consigliere comunale di Avezzano Ernesto Fracassi, segretario regionale del sindacato Ugl Ferrovieri: «Con il progetto treno veloce, in 50 minuti si arriverebbe da Roma ad Avezzano, a fronte dei farraginosi spostamenti all’interno della stessa Capitale. Le aree interne», afferma in conclusione Fracassi, «potrebbero rivivere sotto molti aspetti, con la nostra qualità della vita e le nostre città a passo d’uomo e a misura di bambino».
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