Servizi di qualità e meno cari Prove d’unione per i sindaci

7 Maggio 2017

CASTEL DI SANGRO. L’idea di dar vita a una gestione più efficace dei servizi, riducendo i costi e mettendo insieme le diverse competenze, piace agli amministratori dei centri montani che si dicono...

CASTEL DI SANGRO. L’idea di dar vita a una gestione più efficace dei servizi, riducendo i costi e mettendo insieme le diverse competenze, piace agli amministratori dei centri montani che si dicono favorevoli all’unione dei comuni dell’Alto Sangro. Dell'argomento si è discusso venerdì scorso nella sala conferenze della Comunità montana Altosangro-Altipiano delle Cinquemiglia alla presenza del governatore della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e dei sindaci di Alfedena, Ateleta, Barrea, Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli, Pescocostanzo, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccaraso, Scontrone e Villetta Barrea e Castel di Sangro.
I primi cittadini, favorevoli alla prospettiva di erogare prestazioni di qualità ottimizzando la spesa pubblica, hanno dato il via libera alla costituzione del consorzio che dovrebbe portare alla gestione unitaria di alcuni importanti servizi. In particolare le funzioni e i progetti che i Comuni hanno stabilito di gestire insieme riguarderebbero l’attività di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi, la pianificazione territoriale, lo sportello unico per le attività produttive, il turismo e la programmazione delle attività educative integrate.
«Proprio la necessità di dotarci di servizi più efficienti grazie al sostegno della Regione», ha detto Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro, «ci ha convinto tutti a compiere un passo in più verso la collaborazione tra i Comuni. Inoltre l’abrogazione delle Province ha portato le amministrazioni municipali a dover assumere più competenze che prima non avevano e l’unione rappresenta un modo per gestire al meglio quelle funzioni». Per quanto riguarda i tempi di approvazione dello statuto ci vorranno almeno due o tre mesi, anche se è impossibile definire una data certa.
«È importante, però, che questo cambiamento», ha spiegato D’Alfonso, «venga condiviso anche con la cittadinanza, erede dell’iniziativa promossa per l’esercizio di una pluralità di funzioni e servizi».
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