Sessualità, dubbi e paure degli adolescenti

16 Giugno 2017

Completato il percorso di educazione all’affettività svolto dall’Aied, coinvolte anche le scuole

L’AQUILA. Ragazzi e ragazze con forti curiosità relative ai temi dell’affettività e della sessualità, ma con grande confusione a livello di conoscenza del proprio corpo, informati soprattutto attraverso il web e con difficoltà a elaborare le trasformazioni che vivono. Questo il quadro sugli adolescenti aquilani emerso a conclusione del secondo anno di attività del Servizio psicologico per l’infanzia e l’adolescenza “Crescere insieme” del consultorio Aied e al termine del “Percorso di educazione all’affettività” che le operatrici dell’Aied hanno tenuto in alcune terze classi delle scuole medie aquilane. Il tutto grazie al contributo dei soci e lavoratori dei supermercati Coop di Scoppito, Torrione e Bazzano.
Oltre 300 gli adolescenti raggiunti dal servizio, 150 solo nelle scuole che hanno partecipato ai tre incontri con personale specializzato: due psicologhe, una ginecologa e un’ostetrica.
Tanti i temi trattati per aiutare la riflessione sul valore del mondo degli affetti, favorire il riconoscimento delle emozioni, stimolare processi di identificazione ed empatia, conoscere se stessi, la propria fisicità e quella dell’altro sesso, incrementare la consapevolezza degli elementi culturali alla base del valore della libertà contro ogni forma di violenza.
Gli incontri con la ginecologa e l’ostetrica hanno dato un grande contributo perché i ragazzi hanno potuto trattare temi delicati e difficili per loro con un linguaggio chiaro e accessibile, con scientificità e rigore. Nel lavoro con gli adolescenti è venuto fuori che numerosi sono gli stimoli che arrivano dall’esterno, in particolare da internet, senza la possibilità di chiarirli completamente e significarli nell’ambito di relazioni con adulti di riferimento.
«Nella nostra pratica quotidiana stiamo dando sempre più spazio agli adolescenti», afferma Alessia Salvemme, presidente dell’Aied, «perché non possiamo certo ignorare che i ragazzi e le ragazze di oggi erano i bambini del 2009, quelli che hanno vissuto il terremoto, l’insicurezza, il lutto e che più delle generazioni precedenti avvertono il senso dell’insicurezza e della precarietà. Ringraziamo la Coop per aver dato l’opportunità a tanti ragazzi di entrare in contatto con temi fondamentali in percorsi culturali che purtroppo oggi lo Stato non garantisce».
Intanto, l’impegno dell’Aied per gli adolescenti andrà avanti nel tempo.
Il prossimo appuntamento è per il 18 novembre con un convegno sul tema della sessualità e contraccezione rivolto a medici, pediatri, ginecologi, psicologi, studenti universitari, adolescenti e famiglie.
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