Severino: «Qui nascerà la scuola per futuri dirigenti dello Stato»

22 Novembre 2021

Obiettivo: capitalizzare il patrimonio di competenze maturato nella ricostruzione del post terremoto L’ex ministro specifica i dettagli dell’iniziativa: «L’hub che si creerà dovrà dare slancio all’Italia»

L’AQUILA. «L’idea della scuola nasce da un desiderio, quello di ricaricare le batterie alla pubblica amministrazione. Gli investimenti che ci saranno nella cultura, nella crescita e nello sviluppo passeranno attraverso la pubblica amministrazione, che è l’ossatura dello Stato e deve continuare a lavorare bene, con energie crescenti. L’hub che si creerà dovrà dare lo slancio al nostro Paese». Così l’ex ministro Paola Severino, presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione, ha spiegato, nel corso della visita effettuata in città insieme al ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, le ragioni che hanno portato il governo Draghi a decidere di far nascere all’Aquila una sede distaccata della Sna (che andrebbe ad aggiungersi alle due attualmente esistenti, localizzate a Roma e Caserta), dedicata all’alta formazione tecnica di dirigenti e funzionari pubblici. Alla base del progetto, hanno sottolineato Severino e Brunetta, c’è soprattutto «la volontà di capitalizzare, valorizzare e mettere a sistema il patrimonio di esperienze e competenze costruito in questi anni di ricostruzione post sisma». L’Aquila un esempio per l’Italia, dunque.
L’INVESTIMENTO
Per ora i contorni dell’intera operazione sono ancora molto sfumati. Non si conoscono, per esempio, le dimensioni che avrà la scuola, il numero di posti che saranno disponibili e la tipologia dei corsi che verranno offerti. Ma tutto lascia pensare che non sarà una semplice succursale di provincia, anche dopo l’annuncio fatto dal premier Draghi nel corso dell’inaugurazione del Parco della memoria dedicato alle vittime del terremoto. L’investimento previsto è di quelli importanti: 20 milioni di euro, che saranno finanziati con le risorse del fondo complementare del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Un pacchetto di misure da 1,780 miliardi per la cui pianificazione è stata istituita una cabina di regia specifica, coordinata dal commissario alla ricostruzione del sisma 2016, Giovanni Legnini.
LA SEDE
Un altro aspetto che andrà chiarito è quello della sede. Venerdì scorso, dopo il vertice in prefettura, Severino e Brunetta hanno compiuto un sopralluogo alla Reiss Romoli, l’ex centro di perfezionamento e aggiornamento professionale di quadri e dirigenti del mondo delle telecomunicazioni fondato, negli anni Settanta, dalla Stet/Sip, poi passato a Telecom e diventato, dal 2019 – dopo essere stato, successivamente al terremoto, anche sede dell’Università dell’Aquila – di proprietà degli imprenditori Ettore Barattelli e Aldo Del Beato. La visita è un indizio che esiste un concreto interessamento nei confronti del complesso, che avrebbe tutte le carte in regola per tornare alla sua destinazione/vocazione originaria. Il sito possiede infatti al suo interno 25 mila metri quadri di costruito ma si estende su un’area grande, complessivamente, 24 ettari, molti dei quali, secondo il Prg, ancora edificabili.
ALTRE IPOTESI?
Quella della Reiss Romoli, tuttavia, è solo una delle ipotesi sul tavolo. Di soluzioni potrebbero essercene altre. Non è escluso, per esempio, che alla fine si possa optare per uno dei tanti immobili di proprietà pubblica presenti in città. E non è un caso che il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, non abbia partecipato al sopralluogo di venerdì. Una sua presenza avrebbe potuto far passare il messaggio che il Comune avesse già avallato un’operazione che invece è ancora tutta da costruire.
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