Sfila l’orgoglio femminista Slogan e colori in centro

9 Marzo 2024

Tante adesioni allo sciopero globale contro la violenza maschile e di genere Tra i temi trattati l’appello per il cessate il fuoco a Gaza e il no alle discriminazioni

L’AQUILA. Un corteo colorato, tra slogan e cartelloni, ha attraversato il centro storico, da piazza San Basilio a piazza Regina Margherita, in adesione allo «sciopero globale transfemminista contro la violenza patriarcale, contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere».
L’associazione FuoriGenere ha sintetizzato i temi dell’appuntamento che ha visto la partecipazione di molti giovani. «Per l’ottavo anno consecutivo siamo in piazza anche all’Aquila e uniamo nello sciopero le nostre voci e i nostri corpi contro questo sistema violento, capitalista e patriarcale. Uno sciopero fuori e dentro le nostre case, fuori e dentro il nostro mondo lavorativo, un modo per far capire che se ci fermiamo noi si ferma il mondo, che il nostro lavoro quotidiano è indispensabile ed è arrivato il momento che tutti se ne rendano conto». Chi ha aderito alla manifestazione ha inteso, così, ribadire «quanto necessario e urgente sia combattere ogni quotidiana violenza, ogni discriminazione, ogni umiliazione che noi donne continuiamo a subire». Lavoro autonomo e precariato, disoccupazione, molestie, discriminazioni sui luoghi di lavoro, nei confronti di persone Lgbtqia+ o con disabilità, lavoro in casa e in famiglia «senza nessun riconoscimento economico e sociale», violenza maschile. Questi alcuni dei temi trattati in occasione del corteo. «Ancora una volta», argomentano le promotrici e i promotori dell’iniziativa, «è stata data voce a chi non ha una casa e sente la propria povertà come una vergogna, a chi subisce violenza istituzionale, a chi arriva scappando da guerre e miseria sperando in un futuro dignitoso. Anche quest’anno ci riprendiamo il diritto a manifestare».
Critiche sono state lanciate all’indirizzo del governo «che risponde alle lotte sociali precettando e negando il dissenso». Rilanciato, nell’occasione, l’impegno «a dare forza e centralità alle nostre lotte, contro ogni forma di violenza e discriminazione di genere, quelle private e quelle che subiamo collettivamente». L’associazione e i gruppi aderenti dicono no «alle politiche del governo Meloni che mettono a rischio il diritto all’aborto, alla salute e all’autodeterminazione delle donne» e rinnovano la propria contrarietà «nei confronti delle politiche che rafforzano il razzismo istituzionale attraverso una narrazione xenofoba e discriminatoria nei confronti delle persone migranti». Oltre ai temi del lavoro, è stato rilanciato un appello al cessate il fuoco.
«Contro la violenza di tutte le guerre, fatte da ricchi e potenti e pagate dalle popolazioni civili, donne e bambini prima di tutto. Ne stiamo avendo conferma in questi ultimi anni in cui le guerre vicine e lontane ci portano a prendere posizione per la pace, l’autodeterminazione dei popoli e la giustizia sociale. Chiediamo il cessate il fuoco immediato e permanente, la fine del genocidio e dell’occupazione da parte di Israele e la liberazione della Palestina».(c.s.)