Sgambetto al T-Rex e al parco dinosauri: stop ai 120mila euro

AVEZZANO. Stop alla variazione di bilancio: al palo numerosi interventi, con in testa il progetto per la realizzazione del basamento sulla Panoramica chiamato ad accogliere la riproduzione del...
AVEZZANO. Stop alla variazione di bilancio: al palo numerosi interventi, con in testa il progetto per la realizzazione del basamento sulla Panoramica chiamato ad accogliere la riproduzione del tirannosauro.
L’incidente di percorso in consiglio comunale, dove cinque consiglieri di maggioranza hanno votato insieme ai sette della minoranza decretando la bocciatura della delibera adottata dalla giunta, suona come un nuovo sgambetto all’azione dell’esecutivo.
Gongola la minoranza che contesta all’amministrazione la scelta di continuare a spendere fondi per «parchi e parchetti» riservando scarsa attenzione alle famiglie più deboli. «Quella scelta della giunta di spendere ben 120mila euro per il parco giochi del dinosauro», afferma il consigliere Mario Babbo, «bocciata anche da 5 colleghi della maggioranza, mentre 3 non hanno partecipato al voto, e altri erano assenti, sembra non convincere quasi nessuno. Questo progetto, che all’inizio sembrava a costo zero per l’Ente, deve essere chiarito bene sia nelle finalità che nel costo finale. Prima, però, sarebbe il caso di pensare alle famiglie che stanno più in difficoltà in questo particolare momento per il paese, destinando più risorse al settore sociale».
Sulla stessa lunghezza d’onda i colleghi dell’opposizione, Domenico Di Berardino e Cristian Carpineta: «Destinare 120 mila euro al parco del tirannosauro», sostengono, «ci sembra a dir poco eccessivo in questa fase, mentre si tagliano fondi al sociale. Non ci sembra questa la strada giusta, prima di tutto vanno aiutate le famiglie in difficoltà».
Sul fronte delle spese, stavolta l’aumento del compenso ai revisori dei conti (50,3%) con effetti retroattivi approvato dalla maggioranza in assise civica, batte l’ex sindaco, Giovanni Di Pangrazio. Carte alla mano Di Pangrazio contesta la legittimità di quegli aumenti non dovuti a qualche mese dalla fine dell’incarico. «Il decreto del 21 dicembre del ministro dell’Interno», sottolinea il consigliere, «ribadito dalla sezione di controllo dell’Emilia Romagna, stabilisce testualmente che l’adeguamento del compenso deliberato dal consiglio dell’Ente non ha effetto retroattivo». La delibera fa scattare un aumento del compenso del 50,3% portando quello dei due componenti da 10.020 a 15.670 (più 5.650 a testa), mentre per il presidente sale fino a quota 23.505 (8.475 euro in più rispetto ai 15.030 attuali). Nell’arco di un anno la spesa supplementare per il Comune è di 25mila euro. Il sindaco Gabriele De Angelis ha difeso il punto: «L’aumento per i revisori dei conti è dovuto». Per Carpineta, Di Berardino e Di Pangrazio, invece, «quei fondi potevano e dovevano essere risparmiati e destinati al sostegno alle persone in difficoltà, rinviando l’aumento per i revisori dei conti al prossimo giro». (m.s.)
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