Sgarbi: «Lavori al palo a Santa Maria Paganica»

26 Luglio 2020

Visita del critico d’arte alla chiesa capoquarto in attesa di ricostruzione da 11 anni E a Fossa sopralluogo a Santa Maria ad Cryptas per ammirare gli affreschi rinati 

L’AQUILA. «Ben 11 anni sono passati dal terremoto all’Aquila. Guardate in che condizioni si trova ancora la chiesa di Santa Maria Paganica». Così Vittorio Sgarbi, attraverso Facebook, denuncia la più volte evidenziata situazione di stallo in cui versa la chiesa capoquarto i cui lavori sono fermi al palo.
Accompagnato da un gruppetto di persone, tra le quali Sabrina Di Cosimo, ex assessore comunale alla Cultura defenestrata dal sindaco Pierluigi Biondi, il professore si è fatto largo tra gli arbusti – ormai arrivati fin sopra il tetto dell’edificio sacro – e i puntellamenti per documentare, attraverso un video, la situazione di degrado in cui versa la chiesa. La visita è avvenuta a margine della serata di lunedì scorso, nella quale Sgarbi è stato protagonista, in piazza Duomo, di uno spettacolo dedicato a Raffaello, nell’ambito dei Cantieri dell’Immaginario.
LUCI E OMBRE. Nello stesso profilo social ufficiale, Sgarbi ha tuttavia voluto inserire anche qualche pezzo del mosaico che è tornato al posto giusto. E così, munito dell’inseparabile torcia elettrica, ha acceso i suoi riflettori sugli affreschi della chiesa di Santa Maria ad Cryptas di Fossa, riaperta ufficialmente nell’aprile del 2019 al termine di lavori di restauro durati due anni.
È lo stesso Sgarbi, nel video, a descrivere le sue sensazioni a rientrare nella chiesa da lui già visitata nel post-sisma. «È un’emozione», afferma Sgarbi, «tornare a Fossa dopo tanti anni. Il terremoto ci fu nel 2009 e io venni subito dopo, faticosamente raggiungendo la chiesa che fortunatamente non era abbattuta, ma aveva i segni terribili del terremoto. E ho pensato per molti anni a questa chiesa», aggiunge il critico, «all’importanza di un ciclo di affreschi che va dall’undicesimo fino al XVI secolo. E oggi l’assessore di Fossa mi ha chiamato per venire a vedere il restauro compiuto».
Poi il professore passa a descrivere alcuni dei dipinti. «I pittori di Fossa potrebbero sembrare provinciali e non lo sono. Siamo nello stesso tempo di Botticelli e qui c’è una pittura di grande eleganza: i personaggi che ci accolgono sono vivi e parlanti. Mi colpisce vedere una piccola cappella così integra nella qualità dei suoi pittori, a dimostrazione che non c’è provincia nel momento in cui il Rinascimento indica la traccia di un recupero dell’antico e di solennità e devozione che stanno insieme in una dimensione così alta».
Altra tappa, la visita al monastero agostiniano di Sant’Amico (con opere di Pompeo Cesura), dove un divertito Sgarbi mostra alle claustrali il video della sua recente uscita, trasportato di peso fuori dall’aula della Camera, dopo una protesta. Titolo: “Anche le suore apprezzano le scorribande sgarbiane”.
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