Sgravi fiscali e affitti bassi per chi riapre in centro

Il sogno di Cialente: «Per Pasqua 2017 L’Aquila sarà piena di negozi riaperti» Il sindaco anticipa il piano degli interventi per ripopolare le strade percorribili
L’AQUILA. Bonus e sgravi fiscali a chi sceglie di tornare a lavorare nel cuore della città. E affitti con contratti a crescere, la riapertura dei vecchi fondaci, alloggi del Progetto Case agli artigiani che arriveranno da fuori. Il sindaco Massimo Cialente vuole un centro storico vivo, e a Pasqua del 2017 vede Corso Umberto I pullulare di negozi, bar e ristoranti all’aperto: «L’Aquila come Lipsia e Bruxelles». Con il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli ci sta lavorando da tempo: un piano di sostegno per le attività economiche e non solo, destinato ai centri storici dei comuni del cratere sismico, che sarà presentato domani, alle 19, nel restaurato palazzo Cappa-Cappelli. «Sarà l’occasione», anticipa Cialente al Centro, «non solo per assicurare il rientro della vita, e delle nostre identità, nei centri storici delle nostre frazioni e comuni del cratere, ma soprattutto per discutere come sarà, cosa sarà, quale futuro avrà questa nostra comunità. L’idea, il progetto, il puzzle, le nostre vite e quelle degli aquilani del domani». Un progetto che nasce da una serie di viaggi, intrapresi nelle regioni italiane colpite dal terremoto in compagnia dello stesso Lolli e dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano: «Siamo stati in Friuli», racconta il sindaco, «e poi in Umbria e nelle Marche. Abbiamo visto centri storici ricostruiti, ma completamente vuoti. E abbiamo capito che la nostra strada doveva e poteva essere diversa». Ecco alcuni dettagli del piano che si va costruendo, già al centro di riunioni e tavoli tecnici: «Daremo un bonus del cosiddetto de minimis», spiega Cialente, «a tutte le partite Iva, i professionisti, i commercianti e gli artigiani che rientreranno nel centro storico. E ai proprietari di immobili, ricostruiti con i soldi pubblici, chiederemo solidarietà: dovranno adeguarsi, almeno per i primi quattro anni, ad affitti con contratti a crescere, che tengono conto del momento di “convalescenza”. Nei locali che resteranno vuoti si dovranno ripagare tutte le tasse dovute. E si correrà, soprattutto per realizzare i sottoservizi nelle aree centrali, su via Garibaldi, corso Vittorio Emanuele e corso Umberto». L’Aquila dovrà diventare appetibile e tagliata su misura anche per la riscoperta di antichi mestieri artigianali, come l’arte delle ceramiche: «Faremo riaprire i fondaci chiusi, cioè le vecchie cantine, che potranno ospitare piccole attività artigianali. Se arriveranno artigiani da fuori», annuncia il sindaco, «siamo pronti a mettere a loro disposizione gli alloggi del Progetto Case». Cialente pensa a un taglio del nastro già a Pasqua del 2017: «Per quella data tutto corso Umberto, dai Quattro Cantoni fino a Palazzo Quinzi, sarà nuovamente pieno di negozi, come prima del 2009 e grazie all’isola pedonale immagino bar e ristoranti, con tavolini all’aperto, tra gli edifici storici. Saremo come Lipsia e Bruxelles, possiamo farcela». Romana Scopano
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