Si aggravano le condizioni dell’ex ferroviere
Si aggravano le condizioni di Filippo Recchione, l’ex macchinista di Trenitalia trovato esanime nella sua abitazione l’8 febbraio scorso. I medici del reparto di terapia intensiva stanno facendo il...
Si aggravano le condizioni di Filippo Recchione, l’ex macchinista di Trenitalia trovato esanime nella sua abitazione l’8 febbraio scorso. I medici del reparto di terapia intensiva stanno facendo il possibile per strapparlo alla morte. E alla luce delle divergenze dei suoi familiari sulle decisioni da prendere riguardo alle terapie da adottare nei suoi confronti, la procura ha chiesto e ottenuto la nomina di tutore all’avvocato Mauro Maiorano al quale spetterà decidere, in accordo coi medici di rianimazione, quali cure e interventi eseguire per il bene dell’ex ferroviere che è in coma. Intanto proseguono le indagini della squadra anticrimine del commissariato per arrivare alla soluzione del delicato caso giudiziario. Con l’ammissione di responsabilità da parte di un 30enne di Pacentro, che in presenza del suo avvocato ha raccontato di aver avuto una colluttazione con l’ex ferroviere contrario alla relazione con la figlia, la squadra anticrimine sta cercando di chiudere il cerchio. Al momento il giovane è stato denunciato per tentato omicidio, situazione che potrebbe aggravarsi ulteriormente qualora Recchione non dovesse farcela. Di certo le indagini sono state portate avanti tra tante difficoltà, anche perché il primo sopralluogo nell’appartamento al quinto piano di piazza Tacito, è stato eseguito tre giorni dopo l’aggressione perché nessuno aveva denunciato l’accaduto, che in un primo momento era stato fatto passare per un malore. (c.l.)

