Si chiude l’epoca dei Salesiani per 40 anni accanto ai giovani

1 Ottobre 2020

La comunità ha lasciato la chiesa di Cristo Re ora affidata da monsignor Fusco a un nuovo parroco Tanti i ricordi e i rimpianti di intere generazioni di sulmonesi cresciute al centro estivo e all’oratorio

SULMONA. Si è chiusa l’era dei Salesiani nella parrocchia di Cristo Re. Dopo più di 40 anni, da questa estate i frati dell’Ordine di San Giovanni Bosco hanno lasciato la chiesa, che è tornata nelle mani della diocesi di Sulmona-Valva.
IL VESCOVO. Tanto è che il vescovo Michele Fusco ha nominato don Fabio D’Alfonso, in qualità di nuovo parroco. Il prete ha cominciato il suo incarico dallo scorso 20 settembre, con un passaggio di consegne suggellato dallo stesso vescovo.
«Ringrazio la comunità dei Salesiani», ha detto monsignor Fusco, «nella persona dell’ex parroco don Giovanni Molinari per il servizio svolto da più di 40 anni a Sulmona, formando tanti laici al servizio della comunità e in modo particolare per la presenza dell’oratorio cittadino nel quale varie generazioni di giovani hanno trovato un punto di riferimento». Dopo la notizia del 7 dicembre 2019 quando i Salesiani dell’Italia Centrale hanno comunicato la decisione di riconsegnare alla diocesi la parrocchia di Cristo Re al termine dell’anno pastorale 2019-2020 e dopo che il vescovo aveva fatto richiesta al consiglio della circoscrizione Salesiana di ripensarci e di rimanere ancora a Sulmona non avendo ricevuto una risposta affermativa, monsignor Fusco ha proceduto quindi alla nuova nomina.
IL NUOVO PRETE. «Questa non è la fine di un’epoca né l’inizio di un nuovo capitolo, ma è il continuo della storia di Dio che ci mette insieme come suoi figli e ci chiede di credere per vivere nel suo amore», ha precisato don Fabio nel corso della messa di benvenuto, officiata dal vescovo.
IL PASSAGGIO DI CONSEGNE. Da qualche giorno il campo estivo che ha accolto da giugno 150 tra bambini e ragazzi è passato nelle mani della diocesi e dei cooperatori laici che stanno facendo il possibile per non far rimpiangere il passato a chi lo ha frequentato, o ai tanti che hanno trascorso i pomeriggi invernali tra la ludoteca e la biblioteca. L'oratorio salesiano di Cristo Re, che ospita un campo da basket e uno da calcetto, nonché sale gioco, biblioteca e aula studio, ospita in estate circa 150 bambini, controllati e guidati in attività e giochi da circa 30 giovani volontari, che scendono a tre negli altri periodi dell’anno in cui la sede è frequentata da una trentina di adolescenti nel dopo scuola.
QUANTI RICORDI. Intere generazioni di sulmonesi si sono formate e hanno trascorso momenti di svago all’oratorio, che per più di 40 anni ha avuto una vera e propria funzione di aggregazione sociale. Sono migliaia le persone che sono cresciute nei campetti di Cristo Re e che lì hanno trovato una valida alternativa alla strada, ai problemi familiari o semplicemente un posto sereno e controllato dove divertirsi e stare bene. Come nel caso di Francesco Amori, che è entrato nel 1991 come ospite e che a 32 anni è diventato un salesiano laico cooperatore o di Marianna Sacco, che è stata responsabile del centro estivo.
IL CALO DELLE VOCAZIONI. La decisione della Congregazione Salesiana di lasciare la città è stata dettata anche del calo delle vocazioni, che ha imposto una riorganizzazione in tutta Italia e che ha spinto la Circoscrizione centrale ad assumere la decisione di andare via. Così come annunciato, a fine anno pastorale, cioè da agosto scorso, la parrocchia è stata riconsegnata alla diocesi. La Congregazione Salesiana da molti anni è impegnata in tutto il mondo a riorganizzare le proprie presenze: nuove sfide educative, mutate situazioni nel contesto giovanile, condizioni legislative, ricollocazione e calo delle risorse umane disponibili. Tutte cose che hanno portato anche a una riorganizzazione delle presenze nei vari territori, proprio come successo in città.
LA SFIDA FUTURA. Comincia ora una nuova sfida, che vedrà impegnata la diocesi con don Fabio e i cooperatori laici che si sono già messi a disposizione per continuare ad intrattenere e formare le nuove generazioni.
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