Si farà la mini-centrale lungo il fiume Sagittario

Pratola, la Regione dà il via libera: la Provincia esproprierà i terreni L’impianto di una società di Bergamo darà corrente a circa mille famiglie
PRATOLA PELIGNA. Via libera alla realizzazione della centrale elettrica di Pratola Peligna. Il disco verde è arrivato dalla Regione: «Gli espropri necessari a fare spazio alla centrale idroelettrica sul fiume Sagittario saranno fatti dalla Provincia», è quanto riportato nel bollettino ufficiale. Approvata anche la convenzione tra la società Tesla Green Power e il criterio per il calcolo dei compensi destinati agli enti locali. Un triplo sì che spiana la strada alla fase pratica per realizzare l’impianto di Santa Rufina. A dare corpo alle prime operazioni saranno ora i tecnici della Provincia. Il loro incarico, oltre alla delimitazione dell’area che dovrà fare spazio alla centrale e alle struttura per il prelievo dell’acqua, consiste nell’avvisare i proprietari dei terreni. Attività che li vedrà impegnati sia nel territorio del comune di Sulmona, su cui dovrà ricadere la struttura per il prelievo dell’acqua, che nel comune di Pratola, dove sorgerà la centrale vera e propria. Indagini che non dovrebbero richiedere tempi biblici e che potrebbero spianare la strada alla costruzione del complesso. Quest’ultimo, nei mesi precedenti, ha già incassato il via libera della Soprintendenza ai beni paesaggistici e dell’autorità di bacino. La centrale idroelettrica di Pratola rientra nella categoria del mini idroelettrico. Sistema di ultima generazione in grado di garantire lo sfruttamento delle acque, in questo caso del fiume Sagittario, senza la realizzazione di dighe. All’acqua, una volta deviata in speciali condotte, basterà fare un salto di poco inferiore ai 15 metri per alimentare una turbina di 440 kilowatt e produrre energia. Il tutto per dare corrente rinnovabile a circa 1.000 famiglie. Non solo. L’impianto, una volta andato a regime, consentirebbe di risparmiare oltre mille e trecento tonnellate di anidride carbonica se per produrre la stessa energia, si utilizzasse carbone. Resta però la prescrizione per la società Tesla Green Power che ha sede a Bergamo. Si tratta di attuare un piano di monitoraggio continuo nel prelievo e nel rilascio delle acque dal fiume Sagittario. Un sistema che dovrebbe rendere controllabile e trasparente anche nei confronti delle associazioni, lo stato di salute del fiume. L’avvio delle turbine dovrebbe portare qualche nuovo posto di lavoro nella zona e garantire un introito per le casse comunali. Il quantitativo resta comunque da definirsi. La centrale di Pratola Peligna non è l'unica che dovrebbe sorgere sul fiume Sagittario. Sulla stessa strada si è mosso il Comune di Bugnara, approvando un progetto per la realizzazione di un impianto sempre di mini idroelettrico. Perplessità sulle centrali erano state avanzate da alcune associazioni ambientaliste.
Federico Cifani
©RIPRODUZIONE RISERVATA

