Si finge vittima di uno stupro, denunciata

22 Settembre 2018

Sfocia in una lite l’incontro con l’uomo conosciuto via chat. Per vendicarsi chiama la polizia ma poi è lei a finire nei guai

SULMONA. Doveva essere una giornata da ricordare, da trascorrere in intimità con l’uomo che le aveva rapito il cuore. Ma non tutto è filato liscio tanto che dopo un’accesa litigata l’uomo ha abbandonato l’alcova che avevano scelto per trascorrere alcune ore di intimità, facendo perdere le sue tracce. Una storia finita in Procura, quella di una 30enne di un paese della Valle Peligna che ora rischia di finire sotto processo per procurato allarme. Tutto è iniziato davanti al computer di casa quando la giovane navigando sui social, ha iniziato una conversazione in chat con un uomo di un’altra regione. Tra i due si è instaurato immediatamente un rapporto confidenziale e in pochi giorni le conversazioni sulla chat si sono fatte sempre più frequenti fino a quando hanno deciso di vedersi scegliendo Sulmona come luogo dell’incontro.
Una passeggiata mano nella mano e poi l’accordo per continuare la giornata in un B&B di Pettorano sul Gizio per approfondire ancora di più la conoscenza. Rimasti soli nella struttura ricettiva la coppia ha bevuto del vino: un paio di bottiglie di un buon montepulciano prima di dar sfogo alla passione. Ma il vino bevuto deve aver provocato qualche problema di prestazione all’uomo. Irritata ed evidentemente delusa dalla piega che l’incontro stava prendendo, la donna avrebbe cominciato ad urlare, costringendo l’uomo a rivestirsi in tutta fretta e ad andare via senza pagare il conto. Lasciata sola, appiedata e ferita nell’orgoglio la giovane ha ben presto deciso che quell’uomo, scappato via in quel modo, non poteva passarla lisca, anzi doveva essere punito per quello che le aveva fatto.
Preso il telefonino ha quindi chiamato il centralino del commissariato chiedendo l’intervento della volante. «Presto venite sono stata violentata da un uomo che ora è scappato via». In una manciata di minuti i poliziotti sono arrivati nel posto indicato dalla giovane e dopo averla ascoltata, hanno avviato dei controlli mirati nel tentativo di scoprire l’identità dell’uomo. Nel corso delle indagini sono venute fuori tante contraddizioni che hanno spinto poi la giovane donna a raccontare la verità e a confermare che non era stata violentata ma che si era trattato di un rapporto sessuale consenziente che però non l’aveva soddisfatta, al punto da finire per prendersela pesantemente con quel partner conosciuto via chat.
Da vittima e accusatrice la donna è quindi finita nell’inchiesta nelle vesti di accusata. Il fascicolo aperto dalla polizia per violenza sessuale è stato chiuso e sostituito con un altro che ora vede la 30enne chiamata a rispondere del reato di procurato allarme.
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