Si riaccende lo scontro tra i sindaci

In 11 rivendicano la validità dell’iter seguito. Gli altri: serve una nuova governance
SULMONA. Dopo il decreto del tribunale che ha dichiarato nullo il licenziamento per giusta causa del vecchio cda e la conseguente decisione dell’amministratore unico Franco Gerardini di rassegnare le proprie dimissioni, undici dei 64 sindaci dei Comuni soci (Sulmona, Pratola Peligna, Tornimparte, Pescocostanzo, Castiglione a Casauria, Pettorano sul Gizio, Pacentro, Rocca Pia, Acciano, Cansano e Vittorito), pur manifestando amarezza per la decisione dei giudici, hanno rivendicato la piena validità delle procedure che avevano portato l’assemblea all’adozione della delibera del 30 dicembre scorso. «La trasmissione degli atti alla competente Procura della Repubblica da parte del Tribunale dell’Aquila», si legge nella nota congiunta dei 10 sindaci, «oltre alle richieste già avanzate dalla Corte dei Conti, suona quale ulteriore campanello di allarme e conferma le critiche e i rilievi da noi mossi durante la gestione degli ultimi anni. I sottoscritti esprimono sentita e non convenevole gratitudine a Franco Gerardini che, con sensibilità, dedizione e intelligenza, in poche settimane di lavoro ha posto in essere atti fondamentali per il risanamento finanziario della società. Lo stesso ha agito a tutela dell’impianto e della salute dei cittadini, contestando la pessima qualità dei rifiuti conferiti dalla città capoluogo».
Immediata la replica di dei 35 sindaci che hanno chiesto la convocazione dell’assemblea. «La sentenza del Tribunale dell’Aquila, cui sono seguite le dimissioni dell’amministratore unico del Cogesa e il reintegro del cda», affermano in una nota, «ripristina la legittimità in seno alla società. L’attività dei sindaci, che hanno messo in discussione la correttezza della revoca del cda, è stata confermata dai giudici e anche dai numeri, visto che nell’assemblea di questa sera, prima convocata e poi disdetta, rappresentavano la maggioranza relativa delle quote e quella assoluta dei soci. Le dimissioni di Gerardini, tardive e superflue, sono solo l’esito scontato di una situazione che i primi cittadini avevano dimostrato di aver chiara sin da subito. Adesso procediamo con la richiesta già formalizzata di un’assemblea che procederà in tempi rapidi all’individuazione della nuova governance che avrà l’unico obiettivo di inaugurare una nuova stagione per la società, per le maestranze e per il territorio». (c.l.)
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