Si rinnova a Collemaggio il “miracolo” della luce

17 Agosto 2021

Centinaia di fedeli (molti turisti) nella basilica. Lopardi: «È un’emozione unica» Per pochi secondi e una volta l’anno appare l’aureola sul capo della Madonna 

L’AQUILA. Pochi secondi soltanto, quelli per disegnare con un pennello di luce il “miracolo” dell’assunzione. Pochi secondi sono bastati, nel tardo pomeriggio di domenica, a lasciare senza fiato le centinaia di persone che riempivano la basilica di Collemaggio, per assistere ai giochi di luce “ritrovati” dopo il terremoto. Un lungo applauso e poi la luce, che entra dal rosone centrale e si posa, per pochi secondi appunto, sul finestrone che sovrasta l’altare maggiore, come un’aureola sul capo della Madonna appena assunta in cielo, è scomparsa.
IL GIOCO PERFETTO. «Quello dello scorso 15 agosto è stato forse uno dei giochi meglio riusciti degli anni successivi al 2017, quando la basilica è stata riaperta al pubblico», racconta Maria Grazia Lopardi, presidente dell’associazione Panta Rei, che si è battuta a lungo perché i lavori di ristrutturazione della chiesa permettessero di recuperare i giochi di luce scomparsi dopo i lavori degli anni Settanta. Nel 2018, infatti, il sole, coperto da qualche nuvola non aveva permesso che si vedesse il particolare fenomeno, che è apparso con poca intensità nel 2019 e solo il 16 di agosto nel 2020. Quest’anno, invece, il gioco di luce non si è fatto attendere: alle 17,45 in punto ha mostrato tutta l’incredibile capacità tecnica degli architetti medievali. «Un’emozione grandissima», commenta la Lopardi, «moltissimi erano anche i turisti da fuori città».
UN GIORNO IN UN ANNO. Il gioco appare una volta l’anno: nel pomeriggio di Ferragosto. «La luce penetrata attraverso il rosone centrale della facciata della basilica va a colpire il fiore a otto petali sulla sommità del finestrone gotico che si apre nell’abside centrale: in un istante il sole tramontante perde potenza e appare intorno al fiore il disegno del rosone, una corona di luce che sovrapponendosi alla sagoma del finestrone rende visibile la Vergine avvolta nel suo manto, incoronata in posizione sollevata rispetto al pavimento, assunta in cielo», spiega la Lopardi.
LA CORONA RECISA. Un arco realizzato troppo basso in linea con il soffitto barocco levato negli anni Settanta del secolo scorso, prima del sisma recideva la corona della Vergine, impedendo il passaggio a parte della proiezione solare. Lo straordinario fenomeno è apparso integralmente dopo il terremoto del 2009 che ha determinato il crollo della cupola e dell’arco sostenuto dai due pilastri polilobati anch’essi crollati, perché, in precedenza, la proiezione di luce dal rosone centrale veniva bloccata in parte dall’arco. Per questo l’associazione Panta Rei, nel 2016 lanciò un appello affinché con i lavori di ristrutturazione della basilica l’arco venisse sollevato e permettesse di nuovo al raggio di luce del rosone di poggiarsi sul finestrone dell’altare.
UN NUOVO APPELLO. «È stato fatto tanto per salvare i giochi di luce, ma qualcosa ancora c’è da fare», spiega la studiosa, «una patina messa durante i lavori per evitare l’eccessiva luce copre il vetro del rosone centrale di Collemaggio. Questa non permette alla luce di rifrangersi come dovrebbe e attenua l’effetto studiato anticamente dagli architetti. Cosa costerebbe rimuovere quella patina?».
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