Si spara la prima neve sulle piste Riapertura per l’Immacolata

30 Novembre 2016

Roccaraso, arriva il freddo: cominciate le prove generali per testare i nuovi impianti su 80 km di piste Margadonna (presidente del Consorzio Ski pass): «Si potrà lavorare con più tranquillità»

ROCCARASO. Ventinove chilometri di nuovi tubi, la realizzazione di un bacino idrico a Monte Pratello, l’ampliamento di quello di Pizzalto e a breve di quello dell’Aremogna, la possibilità di innevare 80 chilometri di piste del comprensorio sciistico con l’utilizzo dei cannoni di ultima generazione ad alto rendimento e a basso consumo energetico.

È l’ultimo intervento che ha consentito la realizzazione dell’impianto di innevamento programmato più importante d’Italia. Un impianto che ha iniziato a produrre neve già da ieri mattina. Con l’abbassamento delle temperature e la prima nevicata a bassa quota, i gestori della stazione sciistica hanno voluto testare il tutto, azionando l’impianto fresco di etichetta. Il potenziamento del sistema d’innevamento programmato rappresenta la punta di diamante del progetto di sviluppo dell’Alto Sangro inserito dal governo regionale tra le priorità, finanziato con fondi Par Fas 2007-2013 e appaltato dalla Comunità montana dell’Alto Sangro. Una prova generale che è andata bene e che ha messo in evidenza le grandi potenzialità dell’impianto che riesce a produrre neve anche con temperature non troppo rigide.

«Il nuovo lago di Monte Pratello (realizzato a quota 1.840 metri), studiato con il progetto di ricerca industriale Sae , renderà possibile innevare a gravità», spiega il presidente del consorzio Ski pass Alto Sangro, Venturino Margadonna, «cioè senza l’impiego di impianti elettromeccanici di pompaggio, un’ampia zona dell’area sciistica ottenendo migliori rendimenti di produzione, riduzione dei costi elettrici e del consumo di risorse idriche. Strategici saranno anche i nuovi cannoni. Sono generatori di neve prodotti dall’azienda leader mondiale del settore che assegneranno al sistema di innevamento caratteristiche di assoluta modernità in termini di rendimenti e tempi di produzione, riduzione delle risorse energetiche impegnate, flessibilità di uso e di gestione». Negli anni scorsi il tallone d’Achille del bacino sciistico più importante del Centro-Sud era proprio l’innevamento artificiale che non consentiva agli operatori del settore di programmare la stagione invernale in maniera più tranquilla, senza l’assillo di doversi affidare esclusivamente alla buona sorte per avere neve sulle piste. «Ora si può lavorare con più tranquillità», aggiunge Margadonna, «andando a migliorare quegli aspetti che servono a fare il salto di qualità e ad avvicinare gli impianti di risalita dell’Abruzzo a quelli delle stazioni sciistiche più rinomate delle Alpi».

Se anche nei prossimi giorni andrà come tutti sperano, gli impianti di risalita potrebbero iniziare a scaldare i motori già dal ponte dell’Immacolata per l’avvio di una stagione che si annuncia piena di soddisfazioni sia per gli operatori turistici che per i tanti appassionati della neve. (c.l.)

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