Si è occupata di casi in 12 regioni

9 Ottobre 2021

Oltre 200 collaborazioni per stanare furbetti e impiegati con il secondo lavoro

CELANO. Sylvia Kranz, classe 1959, romagnola di padre tedesco, si è conquistata negli ultimi anni l’appellativo di cacciatrice di fannulloni. Laureata in Giurisprudenza a Bologna, da diversi anni guida l’ufficio denominato “Servizio associato interprovinciale per la prevenzione e la risoluzione delle patologie del rapporto di lavoro”.
È diventata un volto noto in televisione e ha collaborato con oltre duecento Comuni in 12 regioni. Si è occupata, tra gli altri casi, dei cosiddetti furbetti del cartellino, ma anche del caso di Bibbiano. Ha dovuto sbrigare pratiche che andavano dal dipendente che marca il cartellino e esce a fare la spesa a quelli che fanno timbrare addirittura ai bambini, come successe all’ospedale Cardarelli di Napoli, da chi si fa corrompere e produce certificati falsi al classico secondo lavoro mascherato. Fino ad arrivare a quelli che entrano in servizio, si siedono davanti al pc e fanno tutt’altro invece di lavorare, magari andando sui social. Insomma, a caccia di scansafatiche dalla Calabria alla Piemonte, passando adesso per Celano.
Si definisce «imparziale, lontana da tutti, impermeabile alle pressioni politiche, da qualunque parte arrivino». Lavora a Lugo, in provincia di Ravenna, ma opera in mezza Italia, andando a stanare – da qui l’appellativo di cacciatrice di fannulloni – i furbetti e i disonesti negli uffici pubblici e rappresentando di fatto un baluardo contro il malcostume. Ora la sua consulenza arriva per la prima volta nella Marsica, a Celano, per il caso di un dipendente sotto procedimento disciplinare. (p.g.)