Sicurezza di medici e infermieri: ora la Asl dice sì alle telecamere

12 Luglio 2023

Aggiornato il regolamento della videosorveglianza dopo i casi di aggressioni al personale e vandalismo Arriva la possibilità di riprendere lavoratori e pazienti, ma serve il via libera definitivo dei sindacati

L’AQUILA. Sì alle telecamere per la sicurezza del personale sanitario. La Asl di Avezzano, Sulmona e L’Aquila ha infatti approvato l’aggiornamento del regolamento in materia di utilizzo degli impianti di videosorveglianza, che «permettono ripresa e registrazioni di immagini per fini di sicurezza delle persone e del patrimonio aziendale e volte al contrasto di aggressioni, furti, rapine e atti di vandalismo». Il regolamento prevede infatti che «gli impianti e le apparecchiature di controllo visivo, attivi anche durante le attività lavorative – che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori – possono essere installati solo previo accordo con le rappresentanze sindacali».
Quindi gli obiettivi: «L’attività di videosorveglianza viene svolta per esclusive finalità di sicurezza e in particolare: tutela del patrimonio aziendale (beni mobili e immobili); prevenzione atti di vandalismo; ricostruzione della dinamica di furti, azioni di teppismo nei confronti del patrimonio della Asl; tutela della sicurezza delle persone all’interno e all’esterno delle singole strutture aziendali e in particolare prevenzione e contrasto dei fenomeni di aggressione, degli atti di violenza a danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni e di altri reati contro la persona; finalità di cura delle persone che si avvalgono delle prestazioni erogate dalla Asl in contesti critici (ad esempio videocontrollo per monitoraggio dei pazienti nelle unità di rianimazione o nei reparti di isolamento». E ancora: «La Asl potrà consentire alle autorità di polizia giudiziaria l’accesso sistematico agli impianti di videosorveglianza per prevenzione, accertamento e repressione di reati. La scelta dei luoghi nei quali sistemare le telecamere è effettuata privilegiando punti critici a elevata accessibilità dell’utenza o zone scarsamente presidiate e isolate. È data facoltà al rappresentante dei lavoratori e alle rappresentanze sindacali, di richiedere l’accesso alle planimetrie con l’esatta indicazione delle telecamere installate con relativo angolo di ripresa. Va garantito che tutti i locali in cui viene effettuato il monitoraggio della videosorveglianza e dei filmati siano protetti contro l’accesso non sorvegliato da parte di terzi in modo che solo gli operatori autorizzati possano visualizzarli. La conservazione delle immagini avverrà nel rispetto del principio di proporzionalità e congruità per un periodo che di norma è di 48 ore. Le telecamere devono essere installate in modo da raccogliere i dati necessari per il raggiungimento delle finalità perseguite, registrando le sole immagini indispensabili, limitando l’angolo visuale delle riprese, evitando (se non indispensabile) immagini dettagliate o comunque non rilevanti».
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