Sicurezza in azienda, convegno con Gabrielli

6 Settembre 2016

Il 23 settembre si parlerà di tutela dei dipendenti contro sisma, terrorismo, attacchi informatici

L’AQUILA. “Blindare” l’incolumità dei dipendenti e proteggere i dati sensibili (salute, religione, opinioni personali.) alzando il livello di risposta di ciascuna azienda contro terremoti, attacchi informatici, terrorismo e altro: Asl, Universit, Istituto fisica nucleare, Inail e Aias mettono insieme le loro eccellenze in una giornata di analisi e proposte operative che sarà conclusa dall’intervento del capo della polizia Franco Gabrielli. Il 23 settembre, all’auditorium della Finanza, si terrà dalle 8.30 un convegno per il quale è prevista la presenza di circa 400 persone provenienti da varie regioni italiane, dal titolo: “Sicurezze integrate nel sistema Italia”. Si tratta di una tavola rotonda ad alto livello che cercherà di affinare nuove strategie e modelli per l’adozione di misure speciali contro diversi tipi di eventi, tra cui il sisma (in grado di mettere fuori mercato l’intera produttività di un’azienda, oltre che procurare eventi luttuosi a carico dei lavoratori e della popolazione generale. «Due i filoni», si legge in una nota, «su cui si snoderà l’analisi: in mattinata il focus si soffermerà sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori; nella sessione pomeridiana invece l’asse del dibattito si sposterà su security e privacy, con riferimento al patrimonio di dati di cui dispongono le aziende, soprattutto quelle di grandi dimensioni. Nella seduta mattutina moderata dal direttore del dipartimento prevenzione della Asl, Domenico Pompei, intervento del direttore della cattedra di medicina del lavoro e igiene industriale dell’Università, Antonio Paoletti, che svilupperà il tema dell’incolumità e della salute del singolo lavoratore nonché della tutela verso colleghi, utenti, pubblico. Tra i vari aspetti, sarà affrontata la necessità di una maggiore tutela del lavoratore in un mercato del lavoro in evoluzione. «Precariato, smart work, contact center di nuova generazione», dichiara Paoletti, «hanno mutato il mondo del lavoro nel quale occorre garantire la centralità della persona. Il lavoro si evolve di continuo e dal posto fisso si è passati sempre più a formule di impiego dinamiche che però devono sempre garantire il lavoratore come persona: in sostanza, questa evoluzione del modello organizzativo va accompagnata da un processo di umanizzazione».

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