Sicurezza in città, arrivano altre telecamere

13 Marzo 2018

La giunta Casini pronta a fronteggiare la microcriminalità potenziando il sistema di videosorveglianza

SULMONA. Slitta la convocazione della task force sulla sicurezza e allora la giunta guidata dal sindaco Annamaria Casini punta a reperire somme per potenziare in città il servizio di videosorveglianza.
È la consigliera di maggioranza Roberta Salvati a spingere sull’acceleratore per l’acquisto di nuovi “occhi elettronici” cittadini e per la sistemazione di quelli esistenti. In attesa che si riunisca in città il Comitato interforze per l’ordine e la sicurezza, così come garantito dal prefetto nel corso dell’incontro dei giorni scorsi all’Aquila. «Ho già protocollato la mia richiesta di potenziamento del sistema di videosorveglianza», dice Salvati, « e ho anche già avuto modo di parlare con chi si occupava della loro manutenzione. Noi come Comune abbiamo intenzione di procedere con la gara d’appalto per assicurare il servizio, ma il nostro intento è anche quello di installare nuove telecamere». Una esigenza ancora più forte dopo i tanti episodi vandalici ai danni delle automobili in sosta lungo via Turati o in via Ciofano e le risse avvenute in centro storico. Sono 66 le telecamere del “Grande fratello” cittadino a guardia dell’operazione sicurezza in città. Un numero non sufficiente, però, a giudicare dagli episodi di microcriminalità e dai frequenti atti di vandalismo e degrado sui principali monumenti o nei vari giardini pubblici. Per questo, l’amministrazione comunale vuole aumentare il numero delle telecamere a guardia di punti nevralgici cittadini, come ad esempio il parco fluviale (diventato da tempo ormai terra di nessuno).
L’ultimo investimento sul circuito di videosorveglianza cittadino risale al 2013, quando la precedente giunta Ranalli stanziò poco meno di 135mila euro, per l’acquisto e l’installazione 30 telecamere fisse e 15 a brandeggio manuale, con un braccio d’azione di 360 gradi da puntare su una quarantina di punti strategici.
La privacy dei cittadini viene garantita dall’oscuramento automatico del software che crea delle zone d’ombra in corrispondenza delle abitazioni private; per lo stesso motivo le registrazioni vengono distrutte automaticamente dopo 24 ore, a meno che non servano per attività giudiziarie o di indagine.
È la polizia municipale ad occuparsi della gestione del servizio. Lo scopo principale della videosorveglianza resta la tutela dei monumenti e delle bellezze architettoniche, senza dimenticare, però, il problema della sicurezza che anzi diventa ogni giorno più importante per i cittadini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA