Sicurezza nelle scuole Il caso arriva alla Camera

18 Maggio 2017

La presidente Boldrini risponde alla lettera-appello del comitato cittadino Prosperococco: «Ci ha assicurato che coinvolgerà le altre cariche dello Stato»

L’AQUILA. La sicurezza nelle scuole aquilane torna a suscitare l'interesse delle più alte cariche dello Stato. A occuparsi della questione è, questa volta, la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha risposto alla lettera inviata la settimana scorsa dal Comitato scuole sicure L'Aquila al governo e alle maggiori cariche istituzionali. «Ho ricevuto una telefonata dalla segreteria dell'onorevole Boldrini che ci ha voluto comunicare il ricevimento della lettera e manifestare il suo interesse», spiega Massimo Prosperococco, del comitato. «Ha affermato anche il suo impegno a girare la lettera alla commissione competente a diffonderla ai parlamentari tutti. Ringraziamo la presidente della Camera per la sensibilità dimostrata». La lettera aperta al premier Paolo Gentiloni, al presidente del Senato Pietro Grasso, alla presidente della Camera e ai ministri in carica, è arrivata dopo l'invio di oltre 1000 firme al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ad oggi non ha mai ottenuto risposta. «Abbiamo bisogno di scuole antisismiche, di strutture assolutamente idonee tanto alle necessità di una didattica moderna quanto di una massima garanzia di sicurezza, dato che è in un territorio ad alta sismicità che viviamo e vivono i nostri figli» è scritto nella lettera. «Chiediamo che l’autorevolezza del Consiglio dei ministri supporti le nostre necessità e urgenza, auspicando la possibilità di un confronto e un interessamento specifico diretto. Confidiamo nella vostra attenzione, nella vostra coerenza politica, nella vostra disponibilità e competenza». In particolare i componenti del comitato sottolineano che nessun edificio scolastico a seguito del terremoto del 2009 è stato a ricostruito e che «la popolazione studentesca aquilana è ospitata o all’interno di moduli provvisori che necessiterebbero anch’essi di opere di manutenzione e revisione o in edifici non adeguati sismicamente». Il comitato, per mesi, si è impegnato per avere risposte dagli amministratori. «Già subito dopo il sisma di Amatrice dell’agosto 2016 come genitori ci siamo attivati per richiedere alle scuole e a tutti gli enti competenti la documentazione di idoneità sismica»,si spiega nella lettera. «Le indagini per l’accertamento della vulnerabilità sismica condotte esclusivamente sugli istituti di scuola superiore presenti nel territorio comunale hanno messo in evidenza livelli di vulnerabilità particolarmente elevati, inaccettabili in aree a massima pericolosità sismica». Una situazione ancor più preoccupante dopo le nuove scosse che si sono susseguite da agosto 2016 a gennaio 2017.
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