Sigismondi libero dopo tre mesi
Il gip revoca i domiciliari ma deve restare sospeso dal Comune
L’AQUILA. Torna libero, dopo tre mesi e dieci giorni passati ai agli arresti domiciliari, il dipendente del Comune di Barisciano, Giampiero Sigismondi, di 63 anni, indagato per concussione. La decisione è del gip dopo la richiesta avanzata dagli avvocati Angelo Colagrande e Attilio Cecchini.
Nonostante questo il gip ha disposto che per otto mesi l’indagato resti sospeso dal Comune. Si presume che da questi mesi vada sottratto il termine di sospensione che è già trascorso visto che un provvedimento in tal senso è stato subito adottato dal sindaco di Barisciano, Francesco Di Paolo. Le ragioni di questa sospensione poggiano sul fatto che la Procura vuole verificare se l’indagato abbia ottenuto altre mazzette fin dall’avvio della ricostruzione. Si tratta, dunque, di passare al setaccio una documentazione molto ingente. In questi mesi Sgismondi non ha potuto usare cellulari, telefoni fissi e internet.
Secondo le contestazioni del pm, Sigismondi avrebbe convinto il rappresentante di un aggregato a pagargli la somma di duemila euro per definire l’iter di una variazione edilizia necessaria ai lavori di ricostruzione post-terremoto. Una condizione essenziale, a suo dire, per far camminare la pratica. Le indagini sono partite dopo la denuncia della persona che sarebbe stata concussa dal funzionario. Subito dopo il suo arresto gli investigatori hanno effettuato delle perquisizioni nella sede comunale di Barisciano e nella sua abitazione sequestrando documenti cartacei e materiale informatico che possono essere utili a sostenere la tesi della Procura. L’accusa di concussione, per la quale, in caso di colpevolezza, sono previste pene tra i sei e i 12 anni, lo investe nella veste di pubblico ufficiale e di titolare di quel procedimento, peraltro lecito.(g.g.)
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