Sigismondi: mai prese mazzette
Il funzionario comunale respinge la concussione davanti al gip
L’AQUILA. Ha respinto ogni accusa dal gip il funzionario comunale di Barisciano, Giampiero Sigismondi, agli arresti domiciliari in quanto accusato di aver preso una mazzetta da 2mila euro per far camminare una pratica edilizia. L’uomo è stato arrestato dalla Finanza dopo una serie di accertamenti. L’interrogatorio si è tenuto nella tarda mattinata di ieri davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale Guendalina Buccella. Sigismondi, che ha 62 anni, è stato assistito dagli avvocati Attilio Cecchini e Angelo Colagrande. I legali hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari, o almeno, una misura cautelare meno afflittiva. Il pm ha due giorni per dare il suo parere mentre il gip ne ha cinque per decidere; per cui il verdetto dovrebbe arrivare entro la fine della settimana.
Secondo le contestazioni del pm, Sigismondi avrebbe convinto il rappresentante di un aggregato a pagargli la somma di duemila euro per definire l’iter di una variazione edilizia necessaria ai lavori edili Una condizione essenziale, a suo dire, per far camminare la pratica. Le indagini sono partite dopo la denuncia dell’uomo che sarebbe stato concusso dal funzionario. Subito dopo il suo arresto gli investigatori hanno effettuato delle perquisizioni nella sede comunale di Barisciano e nella sua abitazione sequestrando documenti cartacei e materiale informatico che possono essere utili a sostenere la tesi della Procura. L’accusa di concussione, per la quale, in caso di colpevolezza, sono previste pene tra i sei e i 12 anni, lo investe proprio nella sua figura di pubblico ufficiale e di titolare di quel procedimento, peraltro lecito.
Il sindaco del paese, Francesco Di Paolo, ha annunciato che in caso di rinvio a giudizio il Comune si costituirà parte civile.
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