Siglato l’accordo tra l’Asl e i sindacati sui premi economici agli operatori sanitari

4 Novembre 2020

Siglato accordo tra Asl e una parte dei sindacati sulle premialità Covid per il personale sanitario. L’intesa, sottoscritta dalla direzione dell’azienda sanitaria con i rappresentanti di Cisl Fp...

Siglato accordo tra Asl e una parte dei sindacati sulle premialità Covid per il personale sanitario. L’intesa, sottoscritta dalla direzione dell’azienda sanitaria con i rappresentanti di Cisl Fp Vincenzo Mennucci, Fpl Uil Antonio Ginnetti (nella foto) e Uil Sanità Gianfranco Giorgi, Fsi Salvatore Placidi e Fials Simone Tempesta, sui criteri per la ripartizione delle risorse tra gli operatori che hanno affrontato l’emergenza nella scorsa primavera. «Abbiamo sottoscritto l’accordo con grande senso di responsabilità, pur muovendoci con limitate risorse», affermano i sindacati, «la mancata firma non avrebbe garantito alcun beneficio economico al personale, anzi, avrebbe potuto comportare il rischio della perdita del finanziamento regionale che essendo alimentato dal Fondo sociale europeo andrà rendicontato entro il 202». Le risorse assegnate all’Asl aquilana ammontano a 3,6 milioni. «Con la firma dell’accordo si consentirà a un grande numero di lavoratori di ricevere a novembre un giusto riconoscimento per l’attività svolta durante la prima emergenza di marzo», evidenziano le organizzazioni di categoria, «l’intesa è stata sottoscritta con l’impegno di allargare la platea dei destinatari della premialità Covid con economie e risorse aggiuntive, come da noi già chiesto».
Protestano, invece, i medici convenzionati che operano con il 118 a cui non sono stati riconosciuti gli incentivi. «Riteniamo assolutamente immotivata la nostra esclusione dal beneficio e non solo per un mero fatto economico, ma soprattutto perché denota una mancanza di rispetto nei confronti della nostra dignità professionale e umana che è cosa ben più importante di qualsiasi denaro», affermano, ricordando che anche loro sono stati coinvolti nell’emergenza per la prima ondata del Covid-19. «Disparità di trattamento, passaggio da dipendenza e dirigenza medica», insistono, «mentre le altre Asl della regione si sono adeguate, la nostra azienda ha fatto sempre opposizione e dopo una lunga causa ha portato dieci medici in Cassazione. La Suprema Corte con sentenza del 18 febbraio 2015 ha stabilito il diritto a essere inquadrati nel ruolo dirigenziale subordinato però ai posti delle dotazioni organiche». Gli esclusi chiedono, dunque, l’intervento della Regione per regolarizzare la situazione.