Silvia Romano a Latifa: mi hai difesa, grazie

20 Maggio 2020

La cooperante rapita e liberata ha apprezzato le riflessioni della mediatrice culturale sulmonese

SULMONA. L’ha ringraziata sul suo profilo Facebook per la riflessione scritta sull’Islam e per averla difesa e sostenuta nella sua scelta di diventare musulmana. Tornando a scrivere sul suo profilo Facebook, la cooperante Silvia Romano dopo le polemiche che hanno seguito la su liberazione e il ritorno in Italia ha ringraziato Latifa Benharara, mediatrice culturale e artista, di origine marocchina, ma nata e residente a Sulmona, per l'articolo intitolato "L’unico velo da contrastare è quello dell’ignoranza" finito anche sul Corriere della Sera. Silvia Romano parla di amicizia e della possibilità che chi non ti è amico lo possa diventare poi, citando un versetto del Corano intitolato 'Esposti chiaramente'. «Non sono certo uguali», è la frase postata -«la cattiva azione e quella buona. Respingi quella con qualcosa che sia migliore: colui dal quale ti divideva l'inimicizia, diventerà un amico affettuoso. Ma ricevono questa (facoltà) solo coloro che pazientemente perseverano, ciò accade solo a chi già possiede un dono immenso». «Sono doppiamente felice», dice, «sia perché Silvia Romano ha letto e condiviso la mia riflessione, sia perché quel mio articolo, ha avuto eco in un pubblico assai vasto anche grazie al Corriere della Sera, quotidiano tra i più autorevoli nel panorama del giornalismo nazionale". Silvia Romano , sei stata tu, potevo essere io e chiunque altro/a italiano/a, musulmano/a e non musulmano/a. Ho scritto di cuore, perché a cuore ho la Patria mia non solo la mia religione. Non potevo, e non posso stare in silenzio a guardare. Grazie a Dio, c'è più di qualcuno che ora leggerà!» Nella sua riflessione Latifa che ha sempre vissuto a Sulmona fin dalla nascita visitando il Marocco da turista, dice tra le altre cose: «La conversione di Silvia e di chiunque torni all’islam porta alla luce il confine che si è creato tra l’essere italiani e l’essere musulmani come se uno escludesse l’altro. La religione e la cultura sono aspetti soggettivi e in continuo mutamento, fanno parte di un complesso di esperienze, riflessioni, sentimenti e situazioni. Come in altre epoche, cosi oggi viviamo in una società multiculturale, multietnica e multi religiosa».
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