Simona abbraccia i disabili

La cantante Molinari ha assistito allo spettacolo musicale “Tieni il tempo”
L’AQUILA. Li ha abbracciati, come se li conoscesse da sempre. La sensibilità di una grande artista, la cantante aquilana Simona Molinari, ha conquistato i “ragazzi” dell’Aptdh, l’associazione per la promozione e la tutela dei diritti nell’handicap, che ieri hanno calcato il palco dell’Auditorium del Parco, da protagonisti, nello spettacolo musicale “Tieni il tempo”. Madrina d’eccezione e testimonial per un giorno del progetto di solidarietà che dal 1983 sostiene i diversamente abili e le loro famiglie, Simona Molinari non ha cantato, lasciando spazio agli allievi del laboratorio di musica, ma il suo abbraccio ha commosso l’intera platea. Al saggio finale, coordinato dalla docente Margherita Di Rocco, hanno assistito anche alcune classi del Liceo Musicale e gli studenti dell’alternanza scuola-lavoro. «Un vero messaggio di integrazione», il commento della presidente dell’Aptdh, Anna Rita Felici Verna, «in un momento in cui le differenze sono state abbattute e noi genitori-cittadini di questi “ragazzi” speciali abbiamo rinnovato il nostro appello alle istituzioni. Intanto, la presenza della splendida Simona Molinari ha illuminato la scena e potrebbe portare anche a future collaborazioni».
Lo spettacolo, organizzato dall’associazione per far conoscere le varie attività svolte durante l’anno, è stato patrocinato dal Comune: una quindicina di allievi si è cimentata in canti della tradizione popolare, accompagnati alla tastiera da uno di loro. C’è stata anche un’esibizione di danza-teatro, per presentare il lavoro fatto con i ragazzi da L’Aquila Danza, grazie ai maestri Massimiliano e Katiuscia. Alla manifestazione erano stati invitati i sette candidati sindaci alle prossime elezioni comunali dell'11 giugno. «Volevamo aprire un confronto con chi andrà ad amministrare la città», ha spiegato Felici Verna, «chiedendo sostegno per tutte quelle famiglie che vivono le problematiche legate all’handicap. Purtroppo al nostro appello hanno risposto solo in tre. Sono anni che chiediamo un supporto, anche economico, per portare avanti le nostre attività che, lo ricordiamo, sono sulle spalle solo di volontari. E soprattutto chiediamo la realizzazione all’Aquila di una «casa famiglia protetta, una struttura adeguata, per dare ai nostri ospiti, per lo più adulti, la possibilità di uscire di casa e rendersi in qualche modo indipendenti dal nucleo familiare. Un progetto che avrebbe un grande risvolto terapeutico, alleviando anche le problematiche delle famiglie. E che stranamente manca, in un capoluogo di regione. Anche l’iniziativa del Comune denominata “Dopo di noi”, illustrata nei giorni scorsi, va in questo senso, ma per vederla finita ci vorranno anni, dato che è prevista in una zona del centro storico ancora tutta da ricostruire». «Nel frattempo», ha sottolineato la presidente dell'Aptdh, «a noi servirebbe da subito un luogo più modesto, adatto allo scopo, con personale qualificato, in base al diverso grado di disabilità”. Richiesta girata ai tre candidati presenti, Americo Di Benedetto, Nicola Trifuoggi e Giancarlo Silveri, chiamati sul palco dalla giornalista Angela Ciano, che ha presentato lo spettacolo.
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