Sindaco “espulso” da Campotosto Il pm chiede il rinvio a giudizio

La vicenda ruota intorno all’assunzione di Preite in Comune, funzionario accusato di falsità ideologica Di Girolami nel dicembre scorso era stato raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora
CAMPOTOSTO. La Procura dell’Aquila (pm Simonetta Ciccarelli) ha chiuso l’inchiesta e ha chiesto al giudice per le indagini preliminari il rinvio a giudizio per il sindaco di Campotosto, Ercole Di Girolami, per l’ex sindaco e oggi consigliere comunale, Luigi Cannavicci, e per Antonio Preite che per un periodo aveva svolto il ruolo di vicesegretario nel Comune di Campotosto.
L’indagine è diventata di pubblico dominio nel dicembre 2021 quando la Procura chiese e ottenne per i due amministratori il divieto di dimora in paese, divieto che di recente la Cassazione ha annullato per il solo Cannavicci. Tutta la vicenda ruota proprio intorno all’assunzione di Preite (accusato di falsità ideologica) al Comune di Campotosto, assunzione che, secondo la Procura, fu illegittima in quanto Preite non ne aveva i requisiti. Nella richiesta di rinvio a giudizio si legge fra l’altro che «Cannavicci concorreva altresì con il Preite nella condotta di usurpazione della pubblica funzione di vicesegretario del Comune di Campotosto, qualificandolo come vicesegretario e omettendo qualsiasi controllo sugli atti nei quali Preite si qualificava vicesegretario ed emessi a partire dal dicembre 2020». Preite è accusato pure del fatto che «in sede di autodichiarazione del 30 giugno 2020 per l’accettazione della nomina a vice segretario comunale con funzioni di segretario reggente» aveva affermato «che non sussiste alcuna delle cause d’inconferibilità e incompatibilità previste dal medesimo decreto riguardo agli incarichi dirigenziali. Risultava invece presente la causa di inconferibilità costituita dalla sussistenza di sentenza di condanna – anche non passata in giudicato – per uno dei reati previsti dalla legge ostativi per l’accettazione dell’incarico».
La conoscenza della falsità delle autodichiarazioni già rese dal Preite, scrive ancora la Procura nella richiesta di rinvio a giudizio, era nota al Comune in quanto nel febbraio 2021 fu protocollata una «nota del sindaco del Comune di Amatrice, pervenuta al sindaco di Campotosto, avente ad oggetto il licenziamento del Preite da tale ente proprio a causa delle false dichiarazioni rese anche a quell’ente». (g.p.)
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