Sindaco sospeso, caso in tribunale

21 Settembre 2021

Udienza per annullare gli effetti della Severino: 10 giorni ai legali per le relazioni

AVEZZANO. Il caso del sindaco sospeso torna in un’aula di giustizia. Ieri si è tenuta l’udienza finalizzata a revocare il provvedimento nei confronti del primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, con la sospensione dalla carica imposta dalla legge Severino. Il collegio del tribunale civile dell’Aquila ha concesso altri dieci giorni alle parti per illustrare (con relazioni scritte) le rispettive posizioni. Da un lato c’è infatti la difesa del sindaco Di Pangrazio, dall’altro quella dell’Avvocatura dello Stato che si oppone al ricorso e alla richiesta di revoca del provvedimento di sospensione. Il ricorso presentato contesta il provvedimento di sospensione scattato in seguito a una sentenza di condanna a un anno e 4 mesi, con pena sospesa, per peculato d’uso sulla vicenda delle auto blu. Gli avvocati ieri mattina hanno anche fatto riferimento ai diversi precedenti che l’hanno spuntata contro lo Stato dimostrando l’incostituzionalità della legge Severino. L’istanza d’urgenza è stata presentata dagli avvocati Antonio Milo, Claudio Verini e Stefano Recchioni. Si punta a fare leva su sentenze, anche recenti, che stabiliscono appunto l’incostituzionalità su alcuni aspetti della legge. Lo scopo è quello di ottenere l’accoglimento di un ricorso basato sulla fondatezza della questione di legittimità costituzionale relativa all’applicazione della Severino. Un obiettivo già centrato da altri sindaci italiani sospesi. Il ricorso illustrato ieri dai legali, infatti, poggia su precedenti vittorie ottenute da altri amministratori che si sono trovati nella stessa situazione di Gianni Di Pangrazio. L’ultima in ordine di tempo è quella che riguarda il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, tornato in carica dopo una condanna a quattro anni e sei mesi per peculato. Il tribunale civile di Catania ha disposto l’annullamento della sospensione dichiarando «rilevante e non infondata la questione di legittimità costituzionale». Al sindaco di Avezzano rimarrebbe comunque più di un paracadute. Infatti, oltre al ricorso per le vie civili è previsto anche quello in Corte d’Appello contro la sentenza penale di primo grado con cui i giudici hanno condannato il sindaco per tre viaggi fatti con l’auto di rappresentanza. La difesa sostiene che per quei viaggi «è stata fornita la prova della finalità istituzionale». Di Pangrazio è stato assolto dal reato più pesante, quello di peculato. Con la corte d’Appello, però, i tempi si allungherebbero di uno o due mesi. Ma a quel punto dovrebbe sopraggiungere anche la prescrizione del reato e in quel caso il sindaco tornerebbe lo stesso in carica, indipendentemente dal ricorso civile.
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